Il MESE DI MAGGIO

domenica 22 luglio 2012

La trave nell'occhio


Lettere

Non è alla scienza che è opportuno chiedere cos'È l'omosessualità sull'omosessualità


Risponde Umberto Galimberti

Vorrei che mi spiegasse il problema dell'omosessualità. Sui diritti e sulle mancate leggi che regolano i rapporti tra persone omosessuali tutti ne parlano, ma la scienza come ha risposto a questo problema? La letteratura è piena di autori omosessuali, ma se per la Chiesa l'omosessualità è una malattia, se per la psicoanalisi è il risultato del complesso edipico, la scienza ha dato spiegazioni a questo problema, o non è di competenza della scienza ma della medicina?


La fiducia nella scienza è sempre da incoraggiare, alla sola condizione di non scambiare per “scientifico” un insieme di pregiudizi di cui, nel caso dell’omosessualità, è stata vittima anche la scienza, così come lo è stata la psicoanalisi, la religione e il diritto, colpevoli tutti di aver affrontato il problema dell’omosessualità esclusivamente sul piano sessuale, trascurando, come scrive Paolo Rigliano, la componente “intellettuale, emotiva, cognitiva e comportamentale” che lega due persone dello stesso sesso. E mentre nelle relazioni eterosessuali queste componenti vengono prese in considerazione e proprio per questo si parla di amore, nel caso delle relazioni omosessuali queste componenti vengono del tutto trascurate, per cui a proposito degli omosessuali, non si parla mai di amore, ma solo di sesso

Un pregiudizio che già denunciava Platone nel Simposio (182 d) in questi termini: "Dove fu stabilito che è riprovevole compiacere agli amanti, ciò fu a causa della bassezza dei legislatori, del dispotismo dei governanti, della viltà dei governati". In questo modo Platone lega opportunamente la condanna dell'omosessualità a un problema di democrazia, a cui forse noi, a causa del perdurare dei pregiudizi, non siamo ancora giunti. 
 Quanto alla religione, fino al XII secolo la Chiesa non si pronunciò nei confronti dell'omosessualità con un'esplicita condanna. Ne è prova l'epistolario che Sant'Anselmo dedicò al suo amante Gilberto. Solo con le crociate, nel clima di intolleranza che si venne a creare contro i musulmani, gli ebrei e gli eretici, furono coinvolti anche gli omosessuali. Ma la condanna definitiva venne proprio dalla scienza che, partendo dal concetto che gli organi sessuali servono alla riproduzione, definì "patologica" ogni forma sessuale che deviasse da questo scopo. In questo modo l'omosessualità, che per la religione era un peccato, con la scienza divenne una malattia, che la psicoanalisi cercò di spiegare con il mancato superamento del complesso edipico, grazie al quale le pulsioni si organizzano nel giusto "verso", e ogni devianza non può che essere "per-versione". 




Questa risposta di Galimberti, che mi ha totalmente conquistata , mi ha posta di fronte ad un'ovvia evidenza: l'omosessualità richiama sempre alla mente due persone, dello stesso sesso, che fanno l'amore e questa immagine, oberata da secolari pregiudizi e ignoranza e retorica e falsità e cattiveria e superficialità, oscura e denigra il legame tra due persone omosessuali che condividono, come gli eterosessuali, un'unione sentimentale con la stessa  profondità d'amore, d'affetto,di stima e di  bene  reciproci.



«un’idea profondamente incivile, una violenza della natura sulla natura»                 Casini
"nei dintorni di quella tedesca va bene", ma no al matrimonio, perche' "e' incostituzionale"   Bindi
Giovanardi: Omosessualità non è malattia? Chiedetelo ai pedofili




Ma chi può arrogarsi il diritto di decidere per tutti quando non si commettono reati?

15 commenti:

  1. L'omosessualità riesce comunque a uscire dal buio ove solo pochi anni fa era confinata. In Italia abbiamo il Papa che è pieno di omo, occorre continuare la battaglia

    RispondiElimina
  2. bel post, e mi è piaciuto pure il commento di @Soffio. Ciao

    RispondiElimina
  3. Un tempo parlare di questo era una cosa incomprensibile oggi tutto è chiaro la vera libertà di ognuno è di poter vivere quello che le danni i loro sentimenti, poi rimangono sempre quei pregiudizi cara Cristiana.
    Il mondo è cambiato! ma forse anche una volta era così ma venivano considerati non normali.
    Buon inizio delle settimana cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
  4. Brava Cristiana:)
    Chi siamo noi, eterosessuali, per giudicare i comportamenti altrui? E' veramente di un crudeltà pazzesca, questo continuo emarginare il diverso.
    Grazie cara amica!
    Un abbraccio,
    Lara

    RispondiElimina
  5. Ciò che mi spaventa, e mi fa arrabbiare, è la tendenza ad identificare l'omosessuale con il pedofilo. E' diventato un binomio quasi scontato. C'è molta ignoranza, troppa.
    A tutti quei politici di cui riporti l'alto pensiero risponderei che incivili, anticostituzionali e malati sono loro con gli stipendi e i benefici di cui, vergognosamente, godono.

    Ottimo post!
    Buona giornata Cri :)

    RispondiElimina
  6. scusa l'ignoranza ma non so chi sia questo Galimberti!Ma il suo modo di ragionanre non fa una piega!E' reale,sincero e pratico.
    I politici e i falsi perbenisti,tra cui la chiesa,dovrebbero riflettere sul suo pensiero.
    Buona serata

    RispondiElimina
  7. ...per fortuna di Umberto non esiste solo il padre del trota. Hai fatto bene Crì a proporre "il" prof Galimberti.
    bacione di buona settimana..
    tua f2 rò

    RispondiElimina
  8. Se ne parla in continuazione senza tanti risultati. Speriamo le cose migliorino.

    Un abbraccio

    RispondiElimina
  9. Nel paese in cui viviamo esiste un concentrato di ignoranza tendente al bigottismo che non ha eguali nel mondo occidentale,fino a quando questi esemplari penseranno che l'omosessualita' e' una malattia non ci sono speranze d'arrivare a parificarci alle altre democrazie,per cio' che riguarda i diritti e il rispetto per costoro.

    Su altre economie possibili,dopo il palese fallimento prima del comunismo e con il capitalismo in rianimazione.

    Ti chiedi da dove e come ricominciare?

    A mio parere e' abbastanza semplice,anche se conoscendo a fondo l'homo sapiens risultera' una mission quasi impossible...

    Bastera' mettere da parte la logica del profitto,la felicita' c'entra pochino con la ricchezza!

    Ciao

    RispondiElimina
  10. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina