l contratto sessuale "schiava-padrone"
diventa accusa di stalking per il marito
La coppia si separa e mentre lui rivendica la validità del patto di sottomissione firmato a suo tempo dalla moglie, lei usa lo stesso documento per denunciarlo per maltrattamenti
Quando lei ha chiesto e ottenuto la separazione, alla quale lui si opponeva in ogni modo, a favore della moglie-schiava è ricomparso il vecchio "patto" ed è diventato un atto d'accusa per le violenze del marito.
Nel 2006 avevano formalizzato con le nozze il loro sogno d'amore, passo successivo rispetto alla stipula di un atto nel quale erano elencate le dieci regole che avrebbero dovuto seguire nella loro intimità. Già la prima di queste era molto eloquente: "La schiava accetta di obbedire al meglio delle sue possibilità, di concedere se stessa a soddisfare ed esaudire i desideri del suo Padrone. La schiava rinuncia al suo diritto di godimento, piacere, comfort e gratificazione eccetto quello concesso dal proprio Padrone".
Negli ambienti che praticano il sesso in forme estreme come il sadomasochismo, questo tipo di contratti che definisce regole e limiti fa parte del "gioco" è piuttosto diffuso. Tra le regole c'è anche quella che prevede il ricorso a una parola d'emergenza, la cosiddetta "safeworld", per fermare un gioco che sta diventando eccessivamente pericoloso. Nel contratto della coppia padovana questa parola era "Mario".
Questa non la sapevo e, se io fossi il giudice in questa causa di divorzio, non terrei alcun conto dei maltrattamenti, dal momento che questo 'patto' non ha nessun valore giuridico e affiderei ambedue a cure psichiatriche
Secondo Freud " l'individuo vive in prima persona la contraddizione che lo mette in croce tra "natura" e "cultura".Da qui il disagio fondamentale che il singolo deve accettare: il disagio appunto della civiltà che lo porta a dover scegliere tra eros o civiltà, tra civiltà o barbarie. Questo è il prezzo che il singolo deve pagare per poter beneficiare della civilizzazione.
E questi due hanno ignorato la civilizzazione!
Ora mi chiedo se esistano 'contratti' prematrimoniali voluti dalle spose, del tipo...
"Lo schiavo accetta di obbedire al meglio delle sue possibilità partecipando ai lavori domestici quali lavare, stirare, cucinare, di concedere alla moglie l'uso delle carte di credito e degli assegni per soddisfare ed esaudire i desideri della sua Padrona. Lo schiavo rinuncia ad ogni diritto di piacere eccetto quello concesso dalla Padrona, quando questa non soffra d'emicrania.




















