Il MESE DI MAGGIO

domenica 15 luglio 2012

La succursale della macelleria

Due pesi e due misure









G8, la condanna smisurata

FRANCESCO Puglisi, operaio, 14 anni. Vincenzo Vecchi, muratore, 12 anni e 6 mesi. Marina Cugnaschi, assistente sociale, 11 anni e 6 mesi. Alberto Funaro, infermiere, 10 anni. Ines Maresca, educatrice, 6 anni e 6 mesi. 

Undici anni fa parteciparono agli scontri che misero a ferro e fuoco Genova durante il G8 ma oggi sono persone che hanno gettato quel passato alle spalle e hanno un lavoro, una famiglia, dei figli. La condanna di quegli episodi di vera e propria guerriglia urbana deve rimanere ferma, non solo per la gravità dei fatti in sé, ma anche perché quella violenza ebbe l' effetto di prosciugare le ragioni politiche e le rivendicazioni dell' intero movimento no-global. Su questo punto non ci può essere nessuna ambiguità. Ma questa condanna non può essere disgiunta da una riflessione critica sulla sentenza della Cassazione dell' altro ieri. Sia chiaro, quindi: non sono in discussione i fatti e le responsabilità degli imputati, ma soltanto l' entità delle condanne. Anzitutto colpisce la sproporzione della pena. Basti pensare che durante gli anni di piombo, grazie alla legislazione ci sono stati autori di omicidi condannati a pene detentive molto inferiori a queste, per non parlare di chi si è reso protagonista di rapine a mano armata con finalità terroristiche o del reato di associazione mafiosa. La pena deve avere certamente una funzione riparatoria, ma anche un valore rieducativo come la stessa Costituzione ricorda e, in questa circostanza, entrambi gli obiettivi sembrano traditi.Non a caso questo reato è stato ereditato dalla legislazione fascista e l' applicazione del buon senso avrebbe portato a una maggiore flessibilità in grado di comminare pene comunque gravi, ma più commisurate all' effettiva dimensione dei reati commessi e al tempo trascorso dai fatti. Si ha piuttosto l' impressione di un uso astratto e simbolico della giustizia che ha voluto caricare sulle spalle di queste cinque persone, individuate tra le centinaia, se non le migliaia che si resero protagoniste delle violenze, tutto il peso e la responsabilità di quanto è avvenuto a Genova in quei giorni.[...]


Da tale evidente sperequazione scaturisce l' ideologia dell' esemplarità che contrasta con l' etica e i doveri di un diritto mite, capace di confrontarsi con «i casi concreti della vita» e di non ridurre i giudici a «bocche della legge».Infine, bisogna considerare che la sentenza arriva pochi giorni dopo l' assoluzione per prescrizione di quei poliziotti che a Genova si sono resi responsabili di lesioni gravi contro i manifestanti. Una formula ipocrita e riduttiva utilizzata in quanto l' ordinamento italiano non ha ancora recepito il reato di tortura che altrimenti avrebbe impedito quella prescrizione. Certo, anche 
gli agenti di polizia 11 anni dopo possono essere cambiati: ma tra l' impunità totale per quei rappresentanti delle forze dell' ordine che hanno seviziato degli esseri umani senza scontare un solo giorno in prigione e la condanna a 14 anni di carcere per chi ha rotto una vetrina, sottratto generi alimentari da un supermercato o tirato pietre, era doveroso trovare un giusto mezzo,
Repubblica Miguel Gotor

























































12 commenti:

  1. credimi Cristiana,mi è venuto lo schifo di vivere in questo paese.Niente è come dovrebbe essere,nessuna professione è fatta con amore e consapevolezza e con quel minimo di intelligenza che ci permetterebbe di non commettere errori....e questo in tutti i campi.
    Buona domenica

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  2. È un ribellarsi che sta essendo provocato, io credo
    E perché violenza sia da essere legittimata

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  3. Ciao Cristiana il nostro e il paesse delle stanezze non dobbiamo meravigliarci più di nulla
    buona serata
    Tiziano.

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  4. Manca la misura della ragione ed è colma la misura della sopportazione
    ciao

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  5. Siamo sicuramente stanchi di molte cose.

    Un abbraccio

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  6. Più lampante di così. Bisogna essere ciechi o fingere di esserlo per assolvere laddove bisognerebbe condannare.

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  7. Ogni paese ha le sue commedie e tragedie, ma il nostro ha una vocazione speciale millenaria al sangue...è molto molto faticoso questo peso.

    Ti appoggio la mia zampa sulla tua mano ...ciao m2ia cara Crì
    tua rof2

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  8. Io mi domando ma che raza di Paese è questo dove noi si nasce, si vive e si muore?
    E poi quale giustizia?
    Ci sono volte in cui in nome della legge e dell'ordine pubblico si commettono veri e propri gesti criminali.
    Invasioni di quel tipo dovrebbero farle dove regnano mafia, camorra e ndrangheta. E con l'esercito anche.

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  9. Cara Cristiana oggi non commento ma annuncio solo che sono tornato e che spero di rimanero a lungo fra di tutti/e voi, passate queste 6-8 settimane spero di ricominciare le mie solite passeggiate però sicuramente piano piano per rinforzare la gamba da tanto tempo immobile.
    Buon pomeriggio cara amica.
    Tomaso

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  10. Condivido con te; due pesi e due misure. Poi vogliono anche dire che la legge è uguale per tutti.
    Saluti a presto.

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  11. ...e noi stiamo "rassegnati" e solo schifati a vedere.
    Tutto si somma a ingiustizie, aberrazioni,a intimidazioni "pesantissime" per chi osa contestare l'"ordine costituito" e le forme violente in cui esso si esprime.
    Eppure NO PASERAN!
    ciao,Mirka

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