sabato 31 dicembre 2011
Altri 'amanti' di Monti, però di destra
Cavoli, se il programma di Mario Monti non sta bene neanche a loro, non c'è proprio via d'uscita. A meno che non ritorni il berluscoide che si occupava solo di leggi ad personam e lasciava andare l'Italia alla deriva, ignorando qualsiasi piano per non farci finire nel default.
mercoledì 28 dicembre 2011
Sempre acuto Umberto Eco
Ma glielo abbiamo chiesto noi
Monti e i viaggiatori per bene. Non ci sono rapporti tra il longilineo ed elegante professor Monti e una palla di sego, ma ne vedo tra la sua vicenda e la novella omonima di Maupassant. Tutti, spero, conoscono la storia: durante la guerra franco-prussiana viaggia una carrozza che, tra varie persone per bene, ospita una prostituta, procace e butirrosa. Già accettata a malapena dai compagni di viaggio, solo perché aveva offerto a tutti le provviste che recava in un canestro, era diventata responsabile dell'arresto della carrozza da parte di un ufficiale prussiano, che minacciava di non lasciar ripartire nessuno se la ragazza non gli concedeva le sue grazie. Pur avendole già concesse a molti, la patriottica "escort" si rifiutava di elargirle all'odiato nemico. La carrozza così rimane ferma, e a poco a poco i viaggiatori rimproverano a Palla di Sego di nuocere a tutti per uno sciocco puntiglio, e tra varie insistenze e ricatti morali la spingono a cedere. A malincuore, e per il bene comune, essa accetta. Consumato il mercimonio la carrozza riparte, ma a quel punto i viaggiatori incominciano a guardare con disprezzo la sciagurata che si è prostituita, anche se l'aveva fatto per cavar loro le castagne dal fuoco.
Mi pare stia succedendo la stessa cosa a Monti. Tutti (salvo la canea leghista) gli hanno chiesto di cavar le castagne dal fuoco anche rischiando l'impopolarità, per prendere quelle misure severe che altri non avevano saputo o voluto prendere. Ora che l'ha fatto, tutti incominciano a guardarlo male. Maupassant aveva capito molte cose. Umberto Eco
Monti e i viaggiatori per bene. Non ci sono rapporti tra il longilineo ed elegante professor Monti e una palla di sego, ma ne vedo tra la sua vicenda e la novella omonima di Maupassant. Tutti, spero, conoscono la storia: durante la guerra franco-prussiana viaggia una carrozza che, tra varie persone per bene, ospita una prostituta, procace e butirrosa. Già accettata a malapena dai compagni di viaggio, solo perché aveva offerto a tutti le provviste che recava in un canestro, era diventata responsabile dell'arresto della carrozza da parte di un ufficiale prussiano, che minacciava di non lasciar ripartire nessuno se la ragazza non gli concedeva le sue grazie. Pur avendole già concesse a molti, la patriottica "escort" si rifiutava di elargirle all'odiato nemico. La carrozza così rimane ferma, e a poco a poco i viaggiatori rimproverano a Palla di Sego di nuocere a tutti per uno sciocco puntiglio, e tra varie insistenze e ricatti morali la spingono a cedere. A malincuore, e per il bene comune, essa accetta. Consumato il mercimonio la carrozza riparte, ma a quel punto i viaggiatori incominciano a guardare con disprezzo la sciagurata che si è prostituita, anche se l'aveva fatto per cavar loro le castagne dal fuoco.
Mi pare stia succedendo la stessa cosa a Monti. Tutti (salvo la canea leghista) gli hanno chiesto di cavar le castagne dal fuoco anche rischiando l'impopolarità, per prendere quelle misure severe che altri non avevano saputo o voluto prendere. Ora che l'ha fatto, tutti incominciano a guardarlo male. Maupassant aveva capito molte cose. Umberto Eco
martedì 27 dicembre 2011
LE LEGHE MAGICHE
Con 7 leghe e un paio di stivali si fanno passi da giganti
Con 20.000 leghe si può andare sotto i mari
lunedì 26 dicembre 2011
e poi non rimase nessuno...
Penso che i Grandi Vecchi, coloro che furono testimoni dei tragici fatti del 1900 e non solo, si estinguano con la morte di Giorgio Bocca. Penso a Montanelli, Terzani, Biagi e mi scuso per le omissioni volute e non.
Mi fa rabbia pensare che, in alcune redazioni, preparando il 'coccodrillo', troveranno il modo di infangare anche la memoria di Giorgio Bocca e immagino anche le manifestazioni di giubilo, accompagnate da botti di champagne, fra quelli della Lega e del PdL.Mal gliene incolga
domenica 25 dicembre 2011
Spero la seconda che ho detto
Una stella cometa che annuncia la nascita di un nuovo Salvatore o l'arrivo di esseri da un altro pianeta?
venerdì 23 dicembre 2011
Shopping last minute
Come l'anno scorso, vengo in soccorso di chi si è ridotto ad oggi o domani per comperare gli ultimi regalini, per familiari e amici.
1- casco per trecce
2 farfalla sempre vispa
3- WC per postazione PC4- mutande 'napoli' antiscippo
5- lampada maschietto
6- letto con molle
7- sciarpe unisex
8- barca da pesca mimetizzata
9- raffreddatore per spaghetti cinesi
10- scarpe unisex
11- raffrddore sotto controllo
12- controllo giro-vita
13- ombrellini per calzature
14- l'intramontabile WC.portatile
1- casco per trecce
2 farfalla sempre vispa
3- WC per postazione PC4- mutande 'napoli' antiscippo
5- lampada maschietto
6- letto con molle
7- sciarpe unisex
8- barca da pesca mimetizzata
9- raffreddatore per spaghetti cinesi
10- scarpe unisex
11- raffrddore sotto controllo
12- controllo giro-vita
13- ombrellini per calzature
14- l'intramontabile WC.portatile
mercoledì 21 dicembre 2011
I diari delle confidenze
Mia nipote Carolina (12), ha espresso il desiderio di ricevere un 'diario' tra i doni di Natale. Spariti i lucchetti e le password, ora si aprono al suono delle 'voce del padrone'.Le si è fatto notare che potrebbe scrivere sul pc e secretarlo con una password, ma ha obiettato che le piace l'idea di scriverlo a penna e conservarlo per gli anni a venire e farlo leggere ad eventutli figlie/i.Genitori e fratelli troppo curiosi, il diario segreto, prezioso custode da lunghe generazioni di piccoli e grandi vicende personali, finalmente diventa per voi off-limits con il Password Journal.
Basta con i lucchetti, anche se sono ancora di gran moda, ora la vostra privacy è al sicuro grazie ad un sistema di riconoscimento vocale, che vi permetterà di aprire il diario con una parola segreta e con la speciale penna inclusa, le pagine di carta appariranno bianche e le scritte saranno visibili solo nel momento in cui accenderete la particolare luce UV!
Tutto ciò mi ha riportato alla mente un fatto della mia adolescenza. Avrò avuto 11-12 anni quando in occasione del Natale, un'amica mi regalò appunto un diario, con tanto di chiavettina. Mia madre drizzò le antenne e mi disse che avrei potuto scriverlo a condizione che avesse potuto leggerlo anche lei; naturalmente mi ribellai all'idea , al che lei s'incavolò, al che dissi che non ne avrei fatto niente.
Poi, non so cosa mi saltò in me, di lì a qualche giorno aprii il diario e, certa di eseere osservata, mi ci soffermai a lungo. L'indomani, al ritorno da scuola, fui accolta da una serie di ceffoni e improperi.
Un atto di coraggio pazzesco, data la severa educazione(?) cui ero sottoposta!
Lo utilizzai poi per farmi scrivere dediche dai compagni/e di scuola , spesso accompagnate da disegni e lo conservo ancora.Eccolo
martedì 20 dicembre 2011
Un luogo più consono
La consigliera Nicole Minetti è andata a trovare i bambini ammalati all'Ospedale Buzzi di Milanoin in veste di Babbo Natale ma, personalmente, penso che si troverebbe più a suo agio a distribuire doni ai camionisti, lungo una qualche camionale.lunedì 19 dicembre 2011
Un esempio d'insulto.
New York, si è costituito l’uomo che ha bruciato la donna nell’ascensore.
Sfogliando 'DONNA', il settimanale di Repubblica, mi sono imbattuta in questo oggettino detto 'minaudière', ovvero una mini pochette 12X6 cm. a dir tanto, molto utile per quando ci si reca all'opera o a teatro perchè può contenere un fazzilettino, un mini portacipria e un rossettino.E' di metallo e pietre colorate e la firma è di Louis Vuitton. Prezzo 5.100 euro, ma tenuto conto che i 100 euro saranno scontati, potrete averla per 5.000 euro.
Ecco, io invece di bruciare una povera donna.............................................................................
domenica 18 dicembre 2011
AMORE ( rubata a http://www.logosnellanebbia.org/
Guardate questa fotografia.Vi AUGURO un Natale che prenda spunto da essa, un 2012 all'insegna di un reciproco amore pari a quello che questa immagine suggerisce.
venerdì 16 dicembre 2011
L'ignoranza senza speranza
Le anomalie
Quanti architetti ci sono negli Stati Uniti? 310.000.000 ab.
233.000.
Quanti sono i medici negli Stati Uniti?
662.000
Quanti sono i medici in Italia? 58-59 milioniab.
I medici chirurghi sono 353.945
Quanti sono gli architetti in Italia?
146.000
«Se dovessimo fare l' esame professionale d' architetto negli Stati Uniti - dice un esimio prof di Valle Giulia - io e i miei colleghi rischieremmo d' essere tutti bocciati». RIPRODUZIONE RISERVATA
BRUXELLES - La percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6% contro il 23,2%, il dato più basso di tutta l’Unione.
Quanti architetti ci sono negli Stati Uniti? 310.000.000 ab.
233.000.
Quanti sono i medici negli Stati Uniti?
662.000
Quanti sono i medici in Italia? 58-59 milioniab.
I medici chirurghi sono 353.945
Quanti sono gli architetti in Italia?
146.000
«Se dovessimo fare l' esame professionale d' architetto negli Stati Uniti - dice un esimio prof di Valle Giulia - io e i miei colleghi rischieremmo d' essere tutti bocciati». RIPRODUZIONE RISERVATA
BRUXELLES - La percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6% contro il 23,2%, il dato più basso di tutta l’Unione.
I primi della classe, invece, sono danesi (30,9%) e olandesi (32,7%) per i maschi, ed estoni (38,8%) e finlandesi 39,4%) per le donne. In Germania i maschi laureati sono il 27,1% e le donne il 20,3%, in Francia rispettivamente il 23,7% e il 26,0%, in Gran Bretagna il 29,9% e il 29,7% e in Spagna il 28,1% e il 28,3%
.E se fosse l’ignoranza il primo problema della democrazia in Italia?
Sono parole del linguista Tullio De Mauro.
Secondo l’Istat più della metà degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre la tv generalista, pur in declino, rimane il mezzo di comunicazione doInutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile dalla propaganda e dalla demagogia rispetto alla minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio per la tenuta della democrazia della de-alfabetizzazione di massa c’è proprio De Mauro, “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa,se questo non c’è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi - sono forme vuote." http://www.scuoleisola.eu/lignoranza_degli_italiani.html
“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea“.
Sono parole del linguista Tullio De Mauro.
Secondo l’Istat più della metà degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre la tv generalista, pur in declino, rimane il mezzo di comunicazione doInutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile dalla propaganda e dalla demagogia rispetto alla minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio per la tenuta della democrazia della de-alfabetizzazione di massa c’è proprio De Mauro, “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa,se questo non c’è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi - sono forme vuote." http://www.scuoleisola.eu/lignoranza_degli_italiani.html
“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea“.
La trasmissione odierna di C.Augias, in cui era ospite il Prof.Schiavone, mi ha rattristata ed allibita, ma anche incuriosita. I dati riguardanti gli studi universitari non mi hanno meravigliata più di tanto; già sapevo della fuga dei cervelli e dei disastri perpetrati dall'exexex ministra dell'istruzione, ella stessa in possesso di una laurea molto chiacchierata.
Pare che gli italiani siano regrediti di qualche decennio sul piano colturale : senza dubbio la decadenza ha coinciso con l'avvento delle reti private e le loro menti sono state obnubilate da una miriade di trasmissioni becere e diseducative. "CENSURA" è una parola che mi fa orrore, ma mi chiedo se non sarebbe opportuno
impedire che programmi quali 'Il grande fratello' o 'Uomini e donne' della DeFilippi vengano trasmessi; per lo meno bisognerebbe bollarli quali inadatti e diseducativi e i critici televisivi dovrebbero denigrarli ogni giorno.
Conosco e contatto persone che non hanno avuto la possibilità di studiare e che, da autodidatti, si sono fatti una cultura, principalmente umanistica e con la loro sensibilità possono dare dei punti ad un laureato del lella.
Pare che gli italiani siano regrediti di qualche decennio sul piano colturale : senza dubbio la decadenza ha coinciso con l'avvento delle reti private e le loro menti sono state obnubilate da una miriade di trasmissioni becere e diseducative. "CENSURA" è una parola che mi fa orrore, ma mi chiedo se non sarebbe opportuno
impedire che programmi quali 'Il grande fratello' o 'Uomini e donne' della DeFilippi vengano trasmessi; per lo meno bisognerebbe bollarli quali inadatti e diseducativi e i critici televisivi dovrebbero denigrarli ogni giorno.
Conosco e contatto persone che non hanno avuto la possibilità di studiare e che, da autodidatti, si sono fatti una cultura, principalmente umanistica e con la loro sensibilità possono dare dei punti ad un laureato del lella.
mercoledì 14 dicembre 2011
Vasi comunicanti
Silvio Berlusconi diceva che la sinistra italiana avrebbe portato terrore, morte e distruzione.
Bossi che si faceva domande sul prezzo delle pallottole o che invocava i fucili padani?
Preghiera della PADANIA LIBERA
O Gesù dagli occhi buoni
fai morire tutti i terroni.
O Gesù dagli occhi belli
Fa Morire solo quelli.
Oh mio caro e buon Gesù
Fa che non ne nascan più
Fa sparire quella razza
che da noi quassù si piazza.
Nella tua grande gloria
Falli fuori dalla storia
Non si senta più parlare
neppur quelli d'oltremare.....continua
RAZZISMO ISOLATO O FENOMENO ALLARMANTE?
di Gianluigi Nuzzi - 14 Dicembre 2011
L'uccisione dei senegalesi a Firenze, la bomba ad Equitalia, sono tutti segnali significativi: oggi si ha bisogno di un nemico. L'Europa sta virando verso destra, ma occorre non generalizzare
La strage di Firenze
Arrestati 5 neofascisti di Militia
"Azioni contro comunità ebraiche"
E la ragazza di Torino che ha cercato di scaricare sui Rom la perdita della verginità, sapendo che mammà l'avrebbe portata dal ginecologo per il controllo mensile? Ecco una bella famiglia italiana timorata di Dio, che non si perita di ledere la dignità e la libertà della figlia! Può essere di idee liberali, socialiste o addirittura comuniste questa famiglia? Neanche per sogno!
E le stragi di Stato, son mai risultate di matrice di sinistra? NOO.
Quando ero molto giovane e conobbi colui che sarebbe diventato mio marito, m'interessai di 'esistenzialismo' perchè l'avevo sentito dichiararsi tale e, poichè lo ritenevo spocchioso , 'sussiegoso' e piuttosto antipatico , mi documentai sull'argomento di cui apprezzai molto il pensiero di Sartre, secondo il quale l'uomo non è un soggetto a sè stante e ha la responsabilità di costruire il proprio futuro assieme agli altri, altrettanto responsabili di concretizzare un futuro comune.
Perchè sono ricorsa a Sartre? Perchè mi sembrerebbe una filosofia molto semplice da apprendere e da seguire, scevra di preconcetti,preguidizi, campanilismi, razzismo, tutte cose che detesto.
Vasi comunicanti
Bossi che si faceva domande sul prezzo delle pallottole o che invocava i fucili padani?
Preghiera della PADANIA LIBERA
O Gesù dagli occhi buoni
fai morire tutti i terroni.
O Gesù dagli occhi belli
Fa Morire solo quelli.
Oh mio caro e buon Gesù
Fa che non ne nascan più
Fa sparire quella razza
che da noi quassù si piazza.
Nella tua grande gloria
Falli fuori dalla storia
Non si senta più parlare
neppur quelli d'oltremare.....continua
RAZZISMO ISOLATO O FENOMENO ALLARMANTE?
di Gianluigi Nuzzi - 14 Dicembre 2011
L'uccisione dei senegalesi a Firenze, la bomba ad Equitalia, sono tutti segnali significativi: oggi si ha bisogno di un nemico. L'Europa sta virando verso destra, ma occorre non generalizzare
La strage di Firenze
Arrestati 5 neofascisti di Militia
"Azioni contro comunità ebraiche"
E la ragazza di Torino che ha cercato di scaricare sui Rom la perdita della verginità, sapendo che mammà l'avrebbe portata dal ginecologo per il controllo mensile? Ecco una bella famiglia italiana timorata di Dio, che non si perita di ledere la dignità e la libertà della figlia! Può essere di idee liberali, socialiste o addirittura comuniste questa famiglia? Neanche per sogno!
E le stragi di Stato, son mai risultate di matrice di sinistra? NOO.
Quando ero molto giovane e conobbi colui che sarebbe diventato mio marito, m'interessai di 'esistenzialismo' perchè l'avevo sentito dichiararsi tale e, poichè lo ritenevo spocchioso , 'sussiegoso' e piuttosto antipatico , mi documentai sull'argomento di cui apprezzai molto il pensiero di Sartre, secondo il quale l'uomo non è un soggetto a sè stante e ha la responsabilità di costruire il proprio futuro assieme agli altri, altrettanto responsabili di concretizzare un futuro comune.
Perchè sono ricorsa a Sartre? Perchè mi sembrerebbe una filosofia molto semplice da apprendere e da seguire, scevra di preconcetti,preguidizi, campanilismi, razzismo, tutte cose che detesto.
Vasi comunicanti
martedì 13 dicembre 2011
Questa la ZECCA che conierà le nuove monete padane
Monete rigorosamente celtiche di cui si dovranno munire gli extra-padani. Secondo indiscrezioni, il cambio sarà : 100Euro = 1 patacca padana + un'ampollina d'acqua del Po. Probabile valore d'acquisto : 1 patacca padana = 1 trota da 1 Kg.
lunedì 12 dicembre 2011
Concorsino con bei premi
http://www.excalibooks-hountitolointesta.it/web/ita/ ultima settimana
Se vi volete sbizzarrire....
io ci provo, perchè ho un debole per i giochi di parola
sabato 10 dicembre 2011
??????????????????
Tra i parlamentari scatta la rivoltaScontro sul decreto del governo che da gennaio taglia gli stipendi di deputati, senatori e di tutte le cariche elettive. Ma loro non ci stanno: "Decidiamo noi, lede l'autonomia del parlamento". Già tagliato il vitalizio
"Le nostre retribuzioni sono già sotto la media Ue". Alessandra Mussolini, intervista da "Anna" sostiene che già togliere il vitalizo è istigazione al suicidio", figurarsi il resto. Al rientro degli onorevoli lunedì dal lungo ponte festivo, sarà battaglia.
Secondo voi che faccia hanno? Secondo me come il culo.
"Le nostre retribuzioni sono già sotto la media Ue". Alessandra Mussolini, intervista da "Anna" sostiene che già togliere il vitalizo è istigazione al suicidio", figurarsi il resto. Al rientro degli onorevoli lunedì dal lungo ponte festivo, sarà battaglia.
Secondo voi che faccia hanno? Secondo me come il culo.
mercoledì 7 dicembre 2011
Che Monti si dia una mossa!
http://temi.repubblica.it/micromega-online/
Per firmare l'appello
€ 6.086.565.703 miliardi non noccioline
http://www.icostidellachiesa.it/Contrariamente a quanto sostiene la Chiesa per accattivarsi il pubblico, solo il 20% dell’8 per mille regalato volontariamente con l’Irpef viene speso in opere di carità. Per il resto, il 34% va per il sostentamento del clero e ben il 46% alle non meglio specificate “esigenze di culto”.
http://controcorrente83.blogspot.com/ Qui trovate tutta la storia
Il Vaticano è diventato una vera e propria Società per Azioni, uno fra gli Stati più ricchi al mondo. Non mi meraviglia che cali costantemente il numero dei Fedeli. La Chiesa Cattolica Cristiana si è totalmente allontanata dal suo Fondatore e dagli insegnamenti che predicava, dalle Sue parabole che prediligevano sempre l'umile, dai Suoi castighi, come quando scacciò i mercanti dal tempio.
Mi sarei aspettata che il cardinale, che ha bollato come 'non equa' la manovra di Monti, avesse offerto l'aiuto cattolico, rinunciando ai privilegi almeno fino a quando l'Italia non uscirà da questa grave crisi.
Per firmare l'appello
€ 6.086.565.703 miliardi non noccioline
http://www.icostidellachiesa.it/Contrariamente a quanto sostiene la Chiesa per accattivarsi il pubblico, solo il 20% dell’8 per mille regalato volontariamente con l’Irpef viene speso in opere di carità. Per il resto, il 34% va per il sostentamento del clero e ben il 46% alle non meglio specificate “esigenze di culto”.
http://controcorrente83.blogspot.com/ Qui trovate tutta la storia
Il Vaticano è diventato una vera e propria Società per Azioni, uno fra gli Stati più ricchi al mondo. Non mi meraviglia che cali costantemente il numero dei Fedeli. La Chiesa Cattolica Cristiana si è totalmente allontanata dal suo Fondatore e dagli insegnamenti che predicava, dalle Sue parabole che prediligevano sempre l'umile, dai Suoi castighi, come quando scacciò i mercanti dal tempio.
Mi sarei aspettata che il cardinale, che ha bollato come 'non equa' la manovra di Monti, avesse offerto l'aiuto cattolico, rinunciando ai privilegi almeno fino a quando l'Italia non uscirà da questa grave crisi.
domenica 4 dicembre 2011
La Lega rilancia la secessione
"Facciamo come in Cecoslovacchia"Si è aperta tra le note del 'Va pensiero' la seduta del cosidetto parlamento della Padania alla fiera di Vicenza. Calderoli: "Il 15 in piazza a Milano". "Maroni farà il culo a Monti a Roma".
Ma Maroni è stato avvertito?
sabato 3 dicembre 2011
Libertà di coscienza
Un paio di spunti mi hanno convinta, ancora una volta, che avere il Vaticano nel centro dell'Italia, ha ritardato e ritarda il nostro sviluppo sociale, culturale ed umano, cha siamo ormai tra gli ultimi Paesi che hanno potuto evolversi in piena libertà di coscienza. Gli altri Stati non sono vincolati alla chiesa cattolica attraverso i Patti Lateranensi, negli altri Stati Cardinali e Vesconi non possono intervenire nella vita dei cittadini invicando "valori non negoziabili", così che sono tutelate da leggi le 'unioni di fatto' è permessa la fecondazione eterologa,quasi ovunque è consentito il matrimonio tra gay.
Leggendo la lettera inviata ad Augias dalla Signora Marlis Ingenmey, che si batte da anni perchè anche in Italia si ottenga il diritto al 'testamento biologico', ho appreso che in Germania ciò è possibile dal 2009.
" 'Nella società moderna, in cui convivono differenti convinzioni religiose ed etiche, deve essere permesso a ciascuno di vivere secondo la propria coscienza, perchè ciò soltanto si confà alla dignità della persona.' Ecco perchè la Germania ha potuto darsi un testamento biologico che rispetta la Costituzione di una Repubblica laica e anche l'Episcopato cattolico lascia alla coscienza del singolo fedele ogni decisione riguardo alla fine della propria vita, compresa la rinuncia a nutrizione e idratazione artificiali"
Due pesi e due misure, eppure la teologia dei vescovi italiani e tedeschi si basa sullo stesso Catechismo.
Altra dimostrazione dell'ingerenza della chiesa cattolica nella società civile : "Vietato nominare il profilattico"
L'indicazione è arrivata ai giornalisti di Radio1 in occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids.
Ovvio, la Chiesa non ammette l'uso dei profilattici, nè per scongiurare malattie, nè per arginare il numero delle nascite nei Paesi del terzo mondo.
So che mi attirerò non poche antipatie per ciò che ho scritto e voglio chiarire che quanto ho affermato non ha nulla a che vedere con la Religione e la FEDE, proprio perchè ognuno è libero di pensare ed agire in piena coscienza.
Leggendo la lettera inviata ad Augias dalla Signora Marlis Ingenmey, che si batte da anni perchè anche in Italia si ottenga il diritto al 'testamento biologico', ho appreso che in Germania ciò è possibile dal 2009.
" 'Nella società moderna, in cui convivono differenti convinzioni religiose ed etiche, deve essere permesso a ciascuno di vivere secondo la propria coscienza, perchè ciò soltanto si confà alla dignità della persona.' Ecco perchè la Germania ha potuto darsi un testamento biologico che rispetta la Costituzione di una Repubblica laica e anche l'Episcopato cattolico lascia alla coscienza del singolo fedele ogni decisione riguardo alla fine della propria vita, compresa la rinuncia a nutrizione e idratazione artificiali"
Due pesi e due misure, eppure la teologia dei vescovi italiani e tedeschi si basa sullo stesso Catechismo.
Altra dimostrazione dell'ingerenza della chiesa cattolica nella società civile : "Vietato nominare il profilattico"
L'indicazione è arrivata ai giornalisti di Radio1 in occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids.
Ovvio, la Chiesa non ammette l'uso dei profilattici, nè per scongiurare malattie, nè per arginare il numero delle nascite nei Paesi del terzo mondo.
So che mi attirerò non poche antipatie per ciò che ho scritto e voglio chiarire che quanto ho affermato non ha nulla a che vedere con la Religione e la FEDE, proprio perchè ognuno è libero di pensare ed agire in piena coscienza.
mercoledì 30 novembre 2011
L'amica Francesca, fuori sede e colma di nostalgia per la sua città, mi ha chiesto di pubblicare sul mio blog questo suo post e io lo faccio ben volentieri e vi consiglio, per leggerlo come merita, di copiaincollarlo. E' un autentico gioiello!!!
Il Teatro Anatomico
Padova per me di Francesca BenincàNon voglio dedicare una specie di guida sulle bellezze della mia città, ma parlare di alcune cose che mi piacciono e di altre che mi piacciono meno.
1. affetto e delusione
Non è facile parlare della propria città, sia essa la piccola Padova o la New York di Woody Allen. I sentimenti o risentimenti che accompagnano il nostro rapporto con essa, sonoin grandissima parte intrecciati con slanci d'affetto. Tanto che a volte ne parliamo come si fa di una parente vicina, di cui si esalta la prodigalità mentre se ne criticano gli impegni non mantenuti, le decisioni prese senza consultazione alcuna con chi di dovere: una specie di matrigna indifferente al dolore che provoca. Perché questa città, la nostra città,
è venuta meno alla tacita promessa che ci aveva fatto a suo tempo: quella di non cambiare mai. Perché ci si invaghisce di certi aspetti, ci si affeziona a luoghi, case che conosciamo da sempre e che da un giorno all'altro non ritroviamo più. Chi ricorda ancora l'albergo Storione, con le sue luci e suoi specchi? O il quartiere medievale di S. Lucia“sacrificato per far posto all'imponente ma irrisolta Piazza Insurrezione (ai miei tempi si chiamava Piazza Spalato)? Qualcun altro potrebbe ritornare dopo vari anni e voler ridare un'occhiata a quella stradina centrale che costeggia il fiume, attraversato da vari ponticelli spesso trasformati in case, tutti decorati con fiori. Avrà un bel cercare: non la troverà.
In tutta la zona il fiume è stato interrato, via i ponticelli, la strada ampia come un'autostrada per lo scorrimento veloce delle auto impazienti. Che bisogno c'era di distruggere in modo così selvaggio l'intera zona di una città cambiandone le caratteristiche e le peculiarità?
Ci sarebbe modo, io penso, di intervenire con discrezione ed attuare quei cambiamenti che si rendono indispensabile: basterebbe attenersi, nel restauro, ad uno stile che non faccia a pugni con lo stile originario, che il più delle volte viene ignorato o stravolto. E naturalmente evitare quegli interventi massicci
ed invasivi che il più delle volte si rivelano essere superflui: che bisogno c'è di trasformare un fiume in un'ampia strada in pieno centro?
Ecco, queste sono le perdite dolorose di chi non trova magari più la sua vecchia casa, magari proprio quella con i balconcini fioriti. E' questo il modo in cui ci si sente traditi.
E' vero però che Padova custodisce altre ricchezze; come pure è vero che di corsi d'acqua che scorrono silenziosi tra le case del vecchio centro, sotto bellissimi ponti non ancora rovinati, ce ne sono sempre. Pertanto smetto di lamentarmi, ovunque è così: esistono sì città conservate meglio di Padova (per esempio le città toscane) però si può trovare anche di peggio!
2. La bella Padova; mura e portici
La bellezza di una città, secondo me, (forse il discorso è banale e riguarda un po' tutte le città) più che in singoli monumenti sta nelle atmosfere, in certi scorci,nell'illusione che ti dà di rivivere il passato, nel sentirsi parte della sua storia: così ci si emoziona nel vedere angoli e spigoli della città vecchia incastonati nel
cemento che sembrano voler emergere, farsi scoprire. Padova ha visto costruire intorno a sé almeno quattro cerchia di mura, comprese quelle romane: ma le meglio conservate sono (in parte) quelle del '200 e ancor di più quelle del '500. Le mie preferite sono quelle medievali: è un periodo storico che mi affascina,
e mi lascio incantare da angoli ed atmosfere che posso facilmente ritrovare con la fantasia. Penso per esempio ad un angolo vicino al Salone, un angolo in cui confluiscono elementi che richiamano una realtà lontana nel tempo (e per fortuna). Si chiama infatti “Canton de le busìe”
e pare che fosse il luogo di ritrovo diquelli che oggi chiamiamo “faccendieri”: mediatori, sensali, farabutti in una parola. Ma nelle vicinanze c'era anche la gabbia pensile dove venivano tenuti prigionieri
i peggiori malfattori. Un arco lì accanto si chiama volto della corda e richiama alla mente un antico mezzo di punizione e di tortura.
Per tornare alle mura del '200, quelle medievali, purtroppo non sempre un profano le sa distinguere bene: accanto a “fette” di mura relativamente ben conservate, altre a prima vista facilmente si “fondono” con il resto della parete. Naturalmente, nei punti meglio conservati, tutto è più semplice. Si vede subito una discontinuità
nella superficie, fatta in alcuni punti da grossi pietroni .
Se la strada non è trafficata, ci si può soffermare e osservare più da vuicino.
Una struttura architettonica imponente e caratteristica è quella dei portici, presenti in molte città settentrionali. Questi di Padova in origine erano lunghi 13 km. Belli, alcuni bellissimi, in stili diversi, ma anche comodi come riparo dal sole e dalla pioggia: “Go da 'ndare fin al Santo e piove, ma i zé tuti porteghi”: alcuni più alti e larghi,permettevano ai passanti di soffermarsi tranquillamente a chiacchierare senza ostruire il passaggio. Tutto invoglia al cammino a piedi (a parte la pedonalizzazione forzata): il piacere di guardare le vetrine (anche senza comprare niente) dei negozi sulle strade principali, il desiderio di incontrare qualche amico, così, senza impegno, il decidere se fermarsi per prendere qualcosa al bar (ora imperversa lo spritz, ma fino a ieri era invece tipica l'ombra de bianco). Nella stagione fredda, poi, è tuttora usanza, nelle splendide piazze, farsi tostare le castagne dalle “maronare”.
Quindi, nonostante lo “scippo” del fiume in pieno centro e dei ponticelli con i fiorellini, non si può dire che Padova non sappia dare delle emozioni: le piazze del centro,
quelle con le caldarroste che abbiamo appena visto nella precoce oscurità dei pomeriggi invernali, viste di mattina con le bancarelle tra un frettoloso via vai di gente indaffarata,sembrano ferme nel tempo, con tutti quei colori, con la suddivisione delle tre piazze in altrettante “specializzazioni” del tutto informali: piazza delle Erbe per frutta, verdura e simili:“va' in piassa, che zé più bommarcà”; Piazza della frutta, dai prezzi proibitivi; piazza dei Signori, dove si vendono diversi tipi di merci, prevalentemente di abbigliamento, prezzi incredibilmente bassi.
Ma lo spettacolo degli spettacoli per me è il Salone, ovvero palazzo della Ragione, l'antico Tribunale, racchiuso tra le tre piazze. La sua bellezza e la sua suggestione dipendono, evidentemente, da criteri soggettivi, ma sfido chiunque a non provare emozione nel mettersi presso una delle entrate (sono in tutto 4, ma le più belle sono quelle sul lato breve) e lasciarsi prendere dal fascino di quei soffitti ad archi irregolari, dei negozi di macelleria e di altri alimentari, con una luce mediamente fioca. A livello della strada troviamo molti negozi prevalentemente di alimentari (soprattutto salumerie e macellerie) e già l'immagine di un macellaio che colpisce con tutta la sua forza un quarto di vitello, Il Salone
E' una delle sale più “alte”del mondo; edificata nei primi del Duecento ha subito nella sua storia qualche infortunio, come incendi e tifoni: sempre riparato alla perfezione e in brevissimo tempo. Una meraviglia dentro l'altra: da vedere gigantesco cavallo di legno, fatto costruire da qualche riccone, pare per qualche torneo o giostra. E' enorme, ed io ogni volta ne restavo incantata, anche perché una volta qualcuno, per scherzo, mi assicurò che era proprio quello della guerra di Troia! Ed io ci cascai!
4. I giardini e Giotto
Noi abitavamo nella immediata periferia, in una casa capace di contenerci ravamo in sei in famiglia),dove i miei avevano un negozio, era a meno di un chilometro,per cui si aveva l'abitudine, la domenica pomeriggio, di fare un giro in centro “a guardare le vetrine”, e spesso vi si trovavano dei fotografi di professione che per arrotondare
facevano foto ai passanti, a famigliole o ai soli bambini: è così che me ne ritrovo parecchie: in una si vede la mamma con il suo tailleur preferito (anzi,aveva solo quello, era da poco finita la guerra), mio papà ancora con i baffi, e noi due sorelline; un po' sorridente e vezzosa mia sorella (di sei anni), più imbronciata e contrariata io (quattro). Il luogo era l'inizio di Corso del Popolo, ancora in presenza del fiume (si vede un ponte sullo sfondo). Altre volte si andava nei vicini Giardini pubblici o al bar per un gelato o una bibita. Quanto affetto e rimpianto per questo mondo! Come per chiunque non torni più.
I giardini pubblici, che da piccola mi parevano enormi tanto da poter perdersise si sbagliava sentiero, constavano in realtà di un po' di aiuole (non calpestare!), qualche panchina, e per i bambini che avevano già il gusto dell'avventura, c'era una specie di tunnel semi-nascosto dalla fitta vegetazione. Bisognava passarci sotto. Mi piaceva moltissimo: avrei
voluto scambiare quel luogo con tutti i Luna-park del mondo.
Ma i grandi, voglio dire gli adulti, specie se turisti, non sono minimamente interessati a sottopassaggi e ad alberi: a loro interessa una specie di chiesetta dall'aria un po' dimessa che si trova appena si entra nei giardini: la Cappella degli Scrovegni, una delle più preziose opere che una città possa custodire, bellissimi affreschi di Giotto (secondi, credo solo a quelli di Assusi quelli di Assisi) meta, come si dice, di turisti provenienti da ogni parte del mondo E' una meraviglia che lascia senza fiato. Già appena entrati si ha la sensazione di venire risucchiati dall'azzurro, colore predominante.I personaggi sono persone, fatte di corpo ed espressività. Del resto sono caratteristiche ben note a chi a chi si sia avvicinato a Giotto e alle sue opere.
Siamo ormai vicini al centro vero e proprio: è da queste parti che, partendo dal rinomato caffè Pedrocchi, e prendendo una qualsiasi stradina a destra, ci si ritrova nelle piazzesunnominate, col Salone. Era anche la zona con la più alta concentrazione di Benincà e dei loro parenti connessi! Ma non eravamo in rapporti splendidi per antiche ed attuali ruggini. 5. Divagazioni e ricordi
Se ritorniamo indietro, sulla stradaprincipale, quella che abbiamo percorso finora, che, essendo intervallata da piazzette, ha altrettanti nomi: via 8 febbraio (rievoca le insurrezioni risorgimentali), via Cavour..ecc e proseguiamo sempre verso sud, alla fine si aprirà davanti ai nostri occhi una della più grandi piazze
del mondo: il Prato della valle. Ma per ora si aspetta. Perché parlare della mia città significa anche ripensare alla mia vita passata, e quindi è inevitabile che parecchi siano i luoghi che contengono pezzi della mia vita.
Eravamo rimasti più o meno in piazza Cavour, cioè in piena zona pedonale. Se vado a destra, come ho detto, ritorno alle Piazze, se invece prendo una laterale a sinistra, càpito nell'ignobile stradone che si è sostituito al fiume. E' una strada del tutto anonima, con auto, traffico, trasporto pubblico. Ma per me è importante: ci ho passato gli anni del ginnasio e del liceo: ricordi belli sì, ma anche ricordi di patemi. Attese di qualcuno che aveva promesso di passarmi a prendere e non l'ha fatto. Ricordi di passeggiate con il compianto Salvatore Samperi, di cui ero amica, a modo suo. E' curioso quanto, per chi abita in cittadine di media grandezza, è importante conoscere gente importante. E dico conoscere per dire che bastava conoscerlo di vista questo personaggio per respirare un po' di mondanità: per esempio io ero in classe con il rampollo della famiglia Montesi, probabilmente sconosciuto ai più, ma conosciutissimo in città in quanto “re dello zucchero” ma anche, ancor di più (ma non eravamo più a scuola) in quanto venne rapito da dei banditi, da cui lui, coraggiosamente, riuscì a liberarsi, lasciando a bella posta in una piega della poltrona dove era tenuto prigioniero un bottone della propria giacca, con la lungimiranza di prevedere di usarlo come prova quando si fosse riusciti a prendere i lestofanti e sbatterli in galera. E se non ricordo male, fu così che avvenne.
E l'avvocato Ghedini – mavalà? Era ancora giovane a quei tempi, io lo conoscevo di vista: ma ricordo un fatto curioso: l'intera famiglia era appassionata di cavalli, tanto che anche i componenti umani ne hanno preso le sembianze. Del resto basta osservare Nicolò anche oggi!
Non lontano dalla nostra scuola, c'era un altro luogo che è stato importante per me per qualche anno: il Teatro Ruzante. “Teatro” fa pensare ad un ampio edificio, ma non era così; si trattava di un locale scuro e sguarnito, con circa 150 sedie e un piccolo palco con uno schermo cinematografico. Come teatro era assai poco usato, vi si facevano invece delle proiezioni, organizzate da studenti universitari: si chiamava Centro Universitario Cinematografico (abbreviato C.U.C) ed “amministrato” da studenti eletti ogni anno, mi pare in
numero di 5, con diversi compiti: vendere le tessere per l'abbonamento, tenere la contabilità, organizzare cicli di proiezioni, cercare le migliori recensioni. ecc. Io ci passai circa 3 anni, all'inizio con mansioni di segretaria, per 2 ore al giorno, con una paga ridicola: ma tant'è, si sa che le cose di studenti sono sempre povere. Mi divertivo: c'era sempre qualcuno con cui chiacchierare, era un alibi per non studiare troppo, vedevo tanti film: che desiderare di più? Questo il primo anno. Poco per volta però tutti tendevano a cedere a me le loro mansioni: anche il mio orario si allungò: praticamente facevo un normale orario d'ufficio per qualche lira. Però questa dilatazione dell'orario e degli impegni mi piaceva: avevo le mie soddisfazioni per la scelta delle recensioni, qualcuna la facevo direttamente io, quando si trattava per esempio di un film che avevo già visto. E insomma, mi prendevo gli elogi per essere capace di tener su la baracca da sola, in un mestiere che non era il mio e di cui, all'inizio, sapevo ben poco. Per completare, ero io che registravo e ritrasmettevo in teatro alcuni annunci inerenti al programma: “Per cortesia, un momento d'attenzione, si comunica che...” E mi divertivo quando, senza conoscermi, qualcuno dimostrava di gradire i miei modi e mi faceva dei complimenti: “ma chi è questa ragazza che parla? che bella voce!” Bontà sua!Insomma, divenni come si dice popolare.
Ad un certo punto - mi pare al mio terzo anno di “factotum”- a qualcuno venne in mente di spedirmi a Roma a cercare alcuni film introvabili per organizzare una Rassegna di un certo regista semi-sconosciuto (com'è d'obbligo per un cineforum) visto che come si sa si combina più facilmente un affare recandosi sul posto di persona. Perciò il Direttore, che era Giorgio Tinazzi, già allora critico ben noto nell'ambiente, mi diede un indirizzo di una signora bolognese che affittava stanze, più alcuni suggerimenti e consigli a me che, così giovane (vent'anni) avevo la prospettiva di restare per una settimana sola come un cane nella metropoli tentacolare... In realtà, a parte che avevo il mio daffare nel girare (in taxi, ovviamente spesata) per Consolati ed Ambasciate – sezione culturale per richiedere delle copie dei film in questione, non avevo paura di trovarmi sola in una città che non conoscevo; piuttosto mi sentivo a disagio quando, per esempio, mi trovavo al ristorante senza nessuno con cui parlare. Mi dovevo dare un contegno, insomma. Ma già la seconda volta ero corsa ai ripari: mi ero comprata un quotidiano che ripiegai per maggior comodità e mi misi a leggere subito, con quanta attenzione non ricordo.
Ed anche il C.U.C. ebbe fine. Come spesso succede - di aver la sensazione che, andandocene noi da un posto, ne favoriamo la distruzione - lo smembramento del Centro, almeno nella forma in cui lo conoscevo io, ebbe luogo in concomitanza con il mio ritiro, dovuto ad ovvie ragioni: dovevo studiare e laurearmi, avevo incontrato un ragazzo che poi divenne mio marito, e non ultimo, se n'erano andati alcuni membri del direttivo a cui ero affezionata. Non era più tempo per certe cose: era perfino cambiata la sede. Non ci misi più piede
e non me ne interessai più.
6. Continua la passeggiata: Il Prato
Ma torniamo al nostro percorso, sempre a piedi. Ci stiamo avvicinando alla fine.Ci rimane de vedere quello che da molti è considerato “il più bel posto di Padova”. Ma io ho qualche riserva. Prendiamo, dopo aver lasciato la Riviera dei fiorellini, una sua parallela, via Umberto, strada elegante e piacevole, piena di negozi di ogni tipo, ma soprattutto di gioiellerie e arredi prestigiosi. La prendiamo per recarci nell'ultimo chiamiamolo Monumento del nostro piccolo giro: il famoso Prato della Valle. E' la più grande piazza d'Italia e tra le prime al mondo: ma non sempre la grandezza si sposa con la bellezza, e a me infatti sembra che tanto spazio sia piuttosto sprecato: non c'è un'idea unificante, è “grando par gninte” inutilmente grande, cioè la sua immensità non porta a molto di suggestivo. E va bene che la sistemazione odierna (è un unico, immenso parcheggio) è a dir poco criminale: ma questa è stata solo la mazzata finale. Si tratta di una enorme distesa (quasi 100mq) più o meno ellittica di terreno; al centro della piazza una “Isola” detta Isola Memmia dal nome di chi nel '700 la fece bonificare e restaurare. L'isola è circondata da una “canaletta” e circondata da una doppia fila di statue (in tutto un'ottantina). Il terreno era un tempo fortemente paludoso e quindi malsano e portatore di malattie. La si fece bonificare a tempo di record.Questa descrizione sembra dar ragione al mio scarso apprezzamento per il Prato, ma devo ammettere che non gli rende merito. Mi sono accorta, sfogliando foto per questo scritto, che anche il Prato ha i suoi angoli spettacolari. E che, se la sua “grandezza” la trasformiamo in “grandiosità” siamo più vicini alla realtà. Si provi per esempio, a percorrere Via Luca Belludi (la strada che dalla Basilica del Santo porta al Prà) e ci si metta nell'atteggiamento di chi deve aspettarsi di vedere una cosa bella: ancora pochi passi e poi: ohhh! Si intravvede una statua e sullo sfondo degli alberi: se ci si va di domenica poi, non ci sono nemmeno le auto posteggiate.
Una volta bonificata la piazza (in 44 giorni!) la si poteva usare in vario modo, e così fu: vi si facevano degli spettacoli teatrali, corsa con le bighe, mercati vari, che mi sembra l'utilizzazione più adatta. Ancor oggi, nei pochissimi spazi lasciati liberi dalla modalità posteggio, viene utilizzata - ma solo il sabato e la domenica - come enorme mercato di piante e fiori, di vari capi di abbigliamento e, periodicamente di oggetti di antiquariato. Ma se io ne fossi la proprietaria, lascerei naturalmente l'isola, ma inonderei il resto della piazza di alberi, piante e fiori: un parco pubblico. C'è così poco verde in questa città! Ed è in grandissima parte privato, appartenente alle splendide ville del centro cioè nascosto agli estranei, tutto racchiuso dentro quegli enormi portoni che raramente si aprono per poi immediatamente richiudersi. E pensare che Goethe aveva descritto Padova così alla fine del '700:“Alberi sopra alberi, cespugli sopra cespugli, case bianche a non finire che occhieggiano tra il verde” ; sembra che stia parlando di una cittadina della campagna inglese!
La Specola
Magari uno che conosce Padova nota a questo punto che manca (non l'ho mai nominato) un monumento, una costruzione tra le più belle e meglio inserita nell'ambiente di tutta la città: parlo della Specola, l'antico osservatorio astronomico. Ma soprattutto vi si praticavano torture e altre crudeltà nei confronti dei prigionieri ai tempi del famoso-famigerato tiranno Ezzelino da Romano (XIII sec). Sarebbe interessante, mi pare, raccogliere dei dati e documenti sul rapporto reato/pena (già sappiamo della prigione per debiti) in base al quale venivano comminate le pene al povero malfattore.
Se voglio attenermi a quanto detto nelle prime righe dell'introduzione, mi dovrei fermare qua. Molte cose mancano, questo è ovvio, ma era mia intenzione proprio parlare di una piccola Padova personale. E così ci sono i giardini pubblici (di nessun valore), dove mi portavano da piccola, ma non c'è o quasi l'Università, né l'Orto Botanico, e nemmeno la Basilica del Santo; sono così famosi che se ne possono facilmente trovare informazioni ovunque. Più difficile trovare notizie sul volto della corda.Comunque, possiamo dire qualche parola sui siti che abbiamo volutamente lasciato da parte: 1)l'Università del 1222, fondata da studenti che volevano più libertà negli studi; il Teatro anatomico è una testimonianza delle ricerche (proibite) sui cadaveri. Vi insegnò, per fare un solo nome, Galileo Galilei nel '600. Ancora oggi la sede centrale si chiama “el Bò” perché anticamente era una locanda e una testa di bue ne era l'insegna
2) Interessante anche l'antico ghetto ebraico, ora ampiamente restaurato, mantenendo però il suo caratteristico aspetto: una serie di stradine strette e case fittamente accostate le une alle altre, secondo lo stile che si può trovare in altri siti simili in altre città italiane ed europee.
3)via Savonarola e dintorni, quartiere già chiamato Borgese, un'altro angolo pieno di viuzze e portici
4) la basilica di sant'Antonio (il Santo) super raccontata, super osannata; non intendo parlarne, se non per dire dell'enorme quantità di fedeli che vi si reca intorno al 13 giugno, la “festa del Santo”.
5) un'infinità di luoghi verdi, belle strade per lo più non conosciute: chi è passato una volta per via delle Palme?
6) Per ultimo, le belle chiese di Padova: la gigantesca Santa Giustina, le due più piccole ma deliziose S. Nicolò e S. Sofia, la più antica della città.
Il Prato La Specola
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Mi sono chiesta fin dall'inizio a chi poteva interessare questo scritto; e me lo chiedo ancora. Sono riuscita a non lasciarmi condizionare dall'incombente insuccesso, pensando: lo scrivo per me. Chi altri vorrà leggerlo?
Forse un ex-padovano, ancora legato alla sua città. O forse qualcuno che ci deve venire (e speriamo che non si aspetti una guida). In ogni caso, lo legga uno solo o magari due, a loro va la mia più sentita riconoscenza, centuplicata se vorranno aggiungere un commento.
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