Il MESE DI MAGGIO

giovedì 31 maggio 2012

Vergogna!



18:19Camusso: ci sono alternative a nuove accise benzina62Si dovrebbero cercare "risorse dove ce n'è di più invece di continuare a aumentare il costo della vita per chi non ce la fa". Per questo il segretario della Cgil, Susanna Camusso, boccia l'idea di una nuova accisa sui carburanti. "Di alternative ce ne possono essere molte". Innanzitutto si dovrebbe "dire alla Comunità europea che non può considerare nel patto di stabilità le risorse necessarie per il terremoto". Poi, "se c'è un bisogno di risorse immediate, le anticipi la Cassa deposito e prestiti e si trovino dal recupero dell'evasione fiscale"

Penso che sia veramente vergognoso, solo pensare di far pagare ai 'soliti noti' , di gravare ancora di più sui bilanci familiari  di chi  deve usare l'auto per lavoro.
Siamo tra i pochissimi Paesi in cui, se diminuisce il prezzo del petrolio, non cala quello della benzina.
Da notare che le accise dovrebbero essere 'una tantum', INVECE....

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004
Da notare che queste tasse, inventate per far fronte a delle emergenze, esaurito il loro scopo non sono più state rimosse!. Le accise sulla benzina hanno ciclicamente finanziato guerre, alluvioni, terremoti, disastri, frane, smottamenti, missioni militari e perfino i rinnovi dei contratti di lavoro. Da tasse “una tantum” sono diventate tasse “una semper”. Il peso complessivo delle accise è di circa 0,25 euro, circa 500 delle vecchie lire su ogni litro di benzina!
Può essere credibile uno Stato che dopo 72 anni continua a far pagare ai cittadiniuna tassa sulla benzina per la guerra coloniale di Mussolini del 1935?

Per coloro che vivono a Roma


Roma, torna la fermata di via del Plebiscito
era stata cancellata per Berlusconi premier


Fare 
una ricerca internet per credere: non c'è partito o associazione che non abbia fatto della fermata di via del Plebiscito una battaglia, evidentemente colorandola di un significato che andava ben al di là della sua semplice funzione di servizio. Persino il segretario del Pd Pierluigi Bersani, all'indomani delle dimissioni di Berlusconi da presidente del Consiglio nel novembre scorso, arrivò a twittare: "E adesso rimettete la fermata dell'autobus a via del Plebiscito". 

Si sta sgretolando il "segno del comando".







martedì 29 maggio 2012


Monti: "Il calcio andrebbe fermato"
Zamparini: "Indegno, si vergogni"

 
Voto per la sospensione.Non ha più niente di agonistico e sarebbe più appropriato relegarlo alla categoria  dei giochi d'AZZARDO.

Un sondaggio a lato.

Per ridere un po'


"IL SOGNO DEGLI ITALIANI"

Un'opera d'arte che sicuramente farà discutere


Una riproduzione iperrealistica di Silvio Berlusconi sognante chiuso in una teca. Così i due autori, Antonio Garullo e Mario Ottocento, artisti di Latina, descrivono un'opera che farà discutere. Fino al 30 maggio, nelle sale di Palazzo Ferrajoli, nel cuore di Roma, sara' visibile l'opera, intitolata significativamente "Il sogno degli italiani". 

Berlusconi è disteso in una teca, su un tappeto di velluto, come fosse un papa o un santo, con gli occhi chiusi e il sorriso compiaciuto, come chi sta facendo un bel sogno. La mano destra poggia sull'ormai "mitico" opuscolo "Una storia italiana", che Berlusconi inviò a milioni di famiglie, la sinistra si insinua nei pantaloni aperti, a rivelare, scrivono gli autori, "il segno piu' intimo di un uomo totalmente preso e infine sopraffatto dalle pulsioni incontinenti della propria libido". Non solo: al completo blu con cravatta fanno da contraltare due improbabili pantofole di Topolino, a simboleggiare il carattere gioviale e barzellettiere dell'ex premier. 


Fino al 30 maggio nelle sale di Palazzo Ferrajoli  a Roma.

sabato 26 maggio 2012

Lo sdoppiamento


 Semipresidenzialismo cui tende  Berlusconi, prima di morire.
Meditate gente,meditate e passate un fantastico week-end!

venerdì 25 maggio 2012

quante baggianierts!

Capirei se l'avessero messa sul carrello ....
Quante parole inutili! Se ha la scorta, che deve fare? Lasciarla fuori dalla porta? Farli camminare accanto con le armi spianate?
La trovo un modo amichevole per convivere tra protetta e protettori.

giovedì 24 maggio 2012

Gli sciacalli



Senti chi parla!                                                        

Era Cosciente - Melissa era viva,   http://www.liberoquotidiano.it/news/Italia/1020374/Melissa-era-cosciente-prima-di-morire---Cosa-e-successo--.html

Se volete leggere un pezzo di puro sciacallaggio,cliccate, se preferite evitare conati, astenetevi.
Eppure esistono regole sulla privacy e la dignità, soprattutto dei minori. Come può dormire sonni tranquilli pensando che un giorno la mamma e il papà della povera Melissa potrebbero leggere questa pagina del suo malefico  quotidiano?
 Mario Giordano , direttore di TgCom24 , il nuovo sistema All News di MEDIASET
Ha messo in onda il filmato della Prima Comunione di Melissa e le foto della sua cameretta. 
Chi gliele ha date?Quanto ha voluto lo sciacallo senza nome?
Fanno rientrare tutto quanto nella categoria 'gossip' fregandosene altamente dei sentimenti altrui, per soddisfare gli appetiti delle iene 
che in questi frangenti nutrono la loro morbosità a spese di chi è stato colpito da un'atroce disgrazia



















mercoledì 23 maggio 2012

IL BLOG solitamente non lo faccio ma....

Sono talmente inversa che butto giù un post che mi frulla in testa da molto tempo. Milioni di blog nell'etere, ognuno con le proprie caratteristiche che aiutano a far intuire il genere di persona che lo anima., una sorta di pentothal, il siero della verità, che a poco a poco svela le sue appartenenze sociali, politiche e religiose. Mi riferisco a blog di gente comune, non a quelli che fanno parte dei social network,  e che sono una specie di club frequentati da persone che condividono, più o meno, le stesse idee.
Ogni blog ha decine di followers  ovvero seguaci che, se interessati   ad un  argomento  trattato, commentano aggiungendo considerazioni ed opinioni.
In genere, chi si aggiunge come followers, si aspetta di essere corrisposto, ma molti, fatta questa operazione, non si fanno più vivi ed è logico dedurre che lo scopo è quello di avere centinaia di seguaci.
Questa è una categoria di blog che disapprovo, ma non è la sola. Disapprovo ancor di più chi non fa mai un commento di sua iniziativa e si degna di commentare solo DOPO un commento ricevuto, in genere composto da frasi lapidarie.Lo trovo scorretto e presuntuoso.
Mi piace lo scambio di idee e anche una corretta discussione che possa portare a capire le opinioni altrui ed eventualmente ad  un arricchimento delle proprie opinioni. Mi piacciono i blog poetici, personali, di fotografia
di pittura, di lavori fatti a mano, di animali,,,,,,tutti,  purchè siano corretti.
Il mio blog è frequentato, per lo più, da persone educate, amici ed amiche, ma qualcuno appartiene alla categoria dei presuntuosi. 




 Chi si offende, è meglio che cambi la coda di  paglia con una bella sventolante   









Di solito mi astengo dal rispondere ad un commento,tranne  rare eccezioni.e, a proposito della "deontologia" del blog, vorrei sapere cosa  pensate a proposito del 'commento al commento'.





Oggi faccio un'eccezione 

lunedì 21 maggio 2012

Il Premio Guido Carli e........

            http://tentarenuoce.blogspot.it/2012/05/gli-ovunque.html
Piove un qualunque di non pioggia oggi
Oggi un non oggi che si cade un dentro ovunque chiuso a cubo
S'inserra grigia l'aria pesa e il lume non riesce a chiappare il suo buio

Una eco un dolore d'anima tronca vien su da un suo che pare altrove e porta addosso pena sgretolando muri


Giornate uggiose, in tutti i sensi, allora cerco qualcosa nel teatro dell'assurdo


Premio Guido Carli


“Noi abbiamo un paese con una Costituzione che non consente di governare”. E’ l’esordio di Silvio Berlusconi, che a Roma ha ricevuto il premio Guido Carli, in memoria del governatore della Banca d'Italia.
Berlusconi ha ribadito la necessità di riformare “l’architettura istituzionale italiana”, spiegando di aver accettato di dimettersi da presidente del consiglio “perché mi è stata offerta la possibilità di sedermi insieme all’opposizione per fare le riforme”. Senza le quali, ha avvertito, ”bisogna trovare l’accordo con i piccoli partiti come il 5% di Grillo, il 4% di Casini, il 2% dell’Idv e il 9% di Bossi”. Il problema, ha denunciato, è che questi piccoli partiti “agiscono non per l’interesse comune, ma guardando spesso al proprio interesse particolare, che coincide con l’interesse dei propri leader”.


In fondo lui ne ha fatte solo 37
1. Decreto Biondi (1994). 2. Legge Tremonti (1994)3. Legge Maccanico (1997)4. D’Alema salva-Rete4 (1999)5. Gip-Gup (1999)6. Rogatorie (2001)7. Falso in bilancio (2002)8. Mandato di cattura europeo (2001)9. Il governo sposta il giudice (2001)10. Cirami (2002)11. Lodo Maccanico-Schifani (2003)12. Ex Cirielli (2005)13. Condono fiscale (2002)14. Condono per i coimputati (2003)15. Pecorella (2006)16. Frattini (2002)17.Gasparri-1(2003)18. Berlusconi salva-Rete4 (2003)19. Gasparri-2 (2004)20. Decoder di Stato (2004)21. Salva-decoder (2003)22. Salva-Milan (2002)23. Salva-diritti tv (2006)24. Tassa di successione (2001)25. Autoriduzione fiscale (2004)26. Plusvalenze esentasse (2003)27. Villa abusiva con condono (2004)28. Ad Mediolanum (2005)29. Ad Mondadori-1 (2005)30. Ad Mondadori-2 (200531. Indulto (2006)32. Lodo Alfano (2008)33. Più Iva per Sky (2008)34. Meno spot per Sky (2009)35. Più azioni proprie (2009)36. Ad listam (2010)37. Illegittimo impedimento (2010)
http://www.ilvascellofantasma.it/?p=1878
Tra le cause dell’ingovernabilità, Berlusconi ha annoverato la Corte costituzionale, diventata “un organo politico della sinistra”.

 Ad assegnarglielo, in questa terza edizione, una giuria composta tra gli altri da Gianni Letta(presidente), Antonio MartuscielloGiovanni MinoliMario Orfeo, Barbara Palombelli Antonello Piroso
Una Giuria straordinaria,   che ha colto l'occasione per premiare un decano del giornalismo, noto per il rigore dei suoi articoli: niente popò di meno che Vittorio Feltri.


Sorge spontaneo chiedersi il perchè di questi riconoscimenti a due individui sui quali sarebbe più sensato stendere  veli pietosi. 
  Che dietro le quinte ci  fosse qualcuno che li minacciava con un'arma? Che abbiano ricevuto lettere di minaccia o addirittura  siano ricattati da chi possiede prove inconfutabili di vergognosi segreti? 



Non finisce qui.I riconoscimenti si sprecano!

"Il Gran Sigillo Vicariale è la più alta onorificenza concessa dal Comune di Monteforte d’Alpone (Verona) a personalità che nel corso della loro vita abbiano dimostrato di possedere “indubbie doti di competenza e capacità” e si siano quindi distinti nei diversi ambiti di attività: sociale, politico, culturale, religioso".
Un riconoscimento che negli anni è stato assegnato a popò di senatori, prefetti, giornalisti, eminenze, illustrissimi di ogni sorta. Ecco, esattamente un anno fa il "Gran Sigillo Vicariale" di Monteforte veniva conferito a...................



giovedì 17 maggio 2012

"Libero". L'elite del giornalismo

Merkel, colpo di culona: fulmine colpisce Hollande

Il francese vola a Berlino per mettere Angela con le spalle al muro ma l'imprevisto lo fa atterrare.

Ad Atene speravano che Hollande potesse mettere una buona parola per la Grecia e dargli un po' di ossigeno, ma devono arrendersi al fatto che anche Zeus tifa contro di loro. E poi c'è il culone della culona Merkel, naturalmente.

lunedì 14 maggio 2012

'Omicidi di Stato'

"Marcia per la vita" contro l'aborto
"Sono omicidi di Stato"



Allora riappropriamoci interamente del "Codice Rocco" !(NdA Cri)


Per quanto riguarda la storia del costume e della parità fra i sessi per anni si è discusso dell’opportunità di mantenere i delitti contro lamoralità pubblica e il buon costume dove erano contenute le norme più soggette a dibattito e discussioni. Vediamo per esempio l’art. 587 (in vigore dal 1930 e abrogato con la legge n. 442/1981) che riguardava il già citato caso del ‘delitto d’onore’: “chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”. Si noti che la legge, parlando di scoperta della “illegittima relazione carnale” non esigeva la scoperta in flagranza dei due “amanti illegittimi” ma bastava la “scoperta” della relazione e quindi anche la notizia nell’ampio significato latino della parola. In queste ipotesi però il Codice Rocco non fa che accogliere, talvolta esasperandoli, atteggiamenti culturali presenti nella società italiana dell’epoca. 


Durante l'era fascista  All’epoca la legislazione italiana, in particolare l’articolo 544 del codice penale, ammetteva la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale, anche ai danni di minorenne, qualora fosse stato seguito dal cosiddetto ‘matrimonio riparatore’, un vero e proprio contratto tra l’accusato e la persona offesa.




« -Punto 6 Esiste ormai una pura "razza italiana".
Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
-Punto 7
È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. »
L'indirizzo biologico, pur già presente, si affermò su quello culturale solo a partire dal 1936, quando fu possibile - sfruttando l'alleanza con la Germania nazista - operare una nuova sintesi con la quale sostenere, in netta contraddizione con le precedenti teorie internazionali, l'esistenza di un'unica ipotetica «razza italiana» interamente aria
Ciò avvenne nel volgere di pochi anni e portò nel 1938 alla promulgazione del «Manifesto della razza». In esso si sostenne che la «fisionomia razziale» di tutti gli italiani «dalle Alpi alla Sicilia» era data una volta per tutte dai Longobardi e quindi i «mediterranei» .
Sottratti per decreto i meridionali dall'apparentamento con le razze afro-semitiche (par. 8 del Manifesto) ebbe luogo il varo di provvedimenti, le cosiddette leggi razziali fasciste, principalmente contro le persone di origine semitica e/o di religione ebraica, ma anche contro le popolazioni delle colonie africane e contro il meticciato. Leggi che furono responsabili della parte organizzativa della deportazione e uccisione di migliaia di uomini, donne e bambini tra ebrei, zingari, e appartenenti ad altre etnie, operata durante la successiva occupazione nazista.
Per il bene della razza al confino il pederasta!   ( BONTA' LORO)
Entra in vigore lo Stato assassino

Aborto: La situazione sull'applicazione della legge di Elisabetta Canitano (tratto da Marea). Prima che la legge 194/78 venisse approvata dal parlamento italiano gli aborti clandestini venivano stimati in oltre 250.000 all'anno.

Bisogna ricordare che le leggi in vigore precedentemente a quell'anno erano quelle del famigerato codice Rocco, dell'epoca fascista, che vietavano sia l'aborto che la contraccezione come delitti contro la stirpe




Punti principali della legge 194
La legge 194 afferma che lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità, tutela la vita umana dal suo inizio, promuove i servizi socio-sanitari per evitare che l'aborto sia usato per il controllo delle nascite.
Per quanto riguarda la funzione dei consultori la legge sancisce che questi devono informare la madre sui diritti che le spettano e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali dei quali può usufruire e tentare di risolvere i problemi che indurrebbero la donna ad abortire.
All'articolo 3 viene anche affermata la libertà d'abortire per le minorenni e la loro possibilità di essere indipendenti dalla patria potestà, se questa dovesse essere contraria. Per quanto riguarda le circostanze in cui l'aborto è lecito entro i 90 giorni, la legge dice che:
"la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione al suo stato di salute, alle sue condizioni economiche, sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge a un consultorio".
Per quanto invece concerne l'aborto dopo i 90 giorni esso può essere praticato quando la gravidanza o il parto siano pericolosi per la vita della madre o quando siano riscontrati processi patologici del nascituro (anomalie, malformazioni) che costituiscono pericolo per la salute fisica e psichica della madre.


Ci avete fatto caso che chi è contro l'aborto e lo considera 'omicidio di Stato' proviene  da una destra che esalta i valori della famiglia ispirandosi al ventennio fascista? 
Ci avete fatto caso che  chi appartiene ad una società laica e liberale non minaccia e non usa toni spregiativi e offensivi e si affida alla coscienza delle persone?

domenica 13 maggio 2012

Uno due o tre?

Quale delle 3?


Berlusconi ha un grande senso dell'umorismo.


Berlusconi viene drogato quando va dall'amico Putin.


Berlusconi soffre di demenza senile.







venerdì 11 maggio 2012

34 anni non bastano

Apprendo da   http://nonleggerlo.blogspot.com/

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/453476/


Da una parte il fratello Giovanni con la sua «Casa memoria», secondo cui bisogna abbattere gli steccati, «perché Peppino è stato già isolato in vita, e sarebbe terribile isolarlo pure in morte».
Dall'altra: «I tempi non sono maturi», ha spiegato don Pietro D’Aleo, parroco della Ecce Homo a Giovanni Impastato.  


La  verità è che ancora oggi è quasi uno scandalo l’idea di commemorare quel nome sull’altare, il nome di un rosso, comunista e rivoluzionario ucciso il 9 maggio del 1978 a trent’anni.


Già, i tempi non sono maturi, tanto che la celebrazione è stata sostituita da una più laica «veglia di preghiera per la legalità e la giustizia sociale», officiata ieri sera da don Luigi Ciotti, tessitore di ponti di dialogo e pellegrino infaticabile sui luoghi della memoria.


L'ennesima vigliaccheria della chiesa cattolica che vuole tenere il piede in due staffe, con un'evidente preferenza per i boss.


34 anni basterebbero per scontare la pena per un  omicidio, ma per chi è stato assassinato sono pochi per consacrarlo sull'altare dei martiri.

mercoledì 9 maggio 2012

I cento passi

Peppino Impastato ucciso 34 anni fa
a Cinisi la marcia dei 100 passi dei sindaci

Lettera di Agnese Moro al fratello del militante di Dp assassinato nel 1978: "Tuo fratello e mio padre erano molto diversi. Ma qualcosa li unisce, qualcosa che viene prima e va al di là del fatto di essere stati uccisi, e per di più lo stesso giorno.
Credo che entrambi amassero la giustizia e la liberazione, da ottenere con la mite e coraggiosa strada della democrazia"



 MIGLIAIA DI PASSI PERDUTI ASSIEME A TUTTA UNA VITA.

martedì 8 maggio 2012

'Ghe pensi mì'

L'ennesimo  pifferaio.
Un film già visto allorchè  Bossi cominciò ad abbaiare contro Roma ladrona , la politica corrotta, le tasse troppo alte.Poi ci dovemmo sorbire l'altro, quello del contratto con glì italiani, del milione di posti di lavoro dell'abbassiamo le tasse, del "ghe pensi mì",


Ora è il turno di quest'altro sbruffone e purtroppo c'è sempre qualcuno che si fa irretire dai parolai ad oltranza  le cui parole, spacciate per democratiche, mirano a far breccia nello scontento popolare, soprattutto in periodi di crisi socio-politica ed economica. Non dimentichiamo la nascita del nazismo e "Mani Pulite", a proposito di Bossi.
Per ora Il 5 stelle si astiene dall'attaccare i meridionali e l'altro giorno se ne è uscito con un inno alla mafia:
 "
Beppe Grillo ha paragonato l' onestà della mafia, che si accontenta di un pizzo del cinque, dieci per cento, all' esosità del fisco che fagocita il quarantacinque per cento dei redditi. La dichiarazione è stata accolta con applausi dalla solita platea demenziale. Nessuno s' è chiesto quanto stanzia la mafia per l' assistenza sanitaria, per l' istruzione pubblica, per le pensioni a coloro (spesso evasori) che non hanno mai versato contributi, e via di seguito. Tra l' altro proprio la lotta alla mafia è una delle attività dello Stato pagate dai contribuenti. Ma ai grillini tali riflessioni non passano nemmeno per la testa. Eppure anche Gesù, interrogato sulla liceità dei tributi rispose con la celebre massima: «Date a Cesare le cose di Cesare e a Dio le cose di Dio». Frase che, a dire il vero, pare sia stata dimenticata anche dalla Chiesa, che in Italia in fatto di elusione fiscale non scherza. E così il cerchio si chiude: il buffone di turno, la mafia e la Chiesa contro il fisco! Dimenticavo: c' è stato anche un noto uomo politico che, non molti anni fa, dichiarò che l' evasione fiscale era un legittimo atto di autodifesa del contribuente." Franco Rizzo - Torino (rizzo.f@tin.it) 


Nessuno si è ricordato le vittime uccise dalla mafia

lunedì 7 maggio 2012

Questo il mio Altare della Patria

8/10/1998: ucciso il sindacalista Domenico Geraci.15/9/1993: ucciso padre Pino Puglisi, parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio (quartiere di Palermo).27/7/1993: a Roma, un’autobomba esplode nel piazzale antistante il vicariato, dietro la basilica di San Giovanni in LateranoPoco dopoun’altra autobomba esplode davanti alla chiesa del Velabro. Lo stesso giorno a Milano, un’autobomba parcheggiata in via Palestro provoca cinque morti: quattro vigili urbani accorsi sul posto e un extracomunitario che dormiva su una panchina.
27/5/1993: a Firenze, esplode un’autobomba in via dei Georgofili, cinque morti.
14/5/1993: a Roma, esplode un’autobomba in via Fauro al passaggio dell’auto con a bordo il conduttore televisivo Maurizio Costanzo.
8/1/1993: a Barcellona (Messina) viene ucciso Beppe Alfano, giornalista del quotidiano "La Sicilia".
19/7/1992, ore 13:45: strage di via D'Amelio (Palermo), muoiono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, prima donna poliziotto ad aver perso la vita in un attentato della mafia.
23/5/1992, ore 17:58: strage di Capaci (sull'autostrada Palermo-Punta Raisi), muoiono Giovanni Falcone, già magistrato a Palermo, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, superstite l'agente Giuseppe Costanza che viaggiava sull'automobile guidata da Falcone.
29/8/1991: ucciso Libero Grassi, imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo agli esattori della mafia.
9/8/1991: cade in un agguato Antonio Scopelliti, sostituto procuratore in Cassazione. Da lì a poco avrebbe dovuto sostenere l'accusa nel primo maxi-processo a Cosa nostra.
21/9/1990: Rosario Livatino, 38 anni, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Agrigento, ucciso sulla strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Porto Empedocle.19/6/1989: sulla scogliera dell’Addaura (Palermo) viene trovato un ordigno destinato a Giovanni Falcone, la cui villa delle vacanze si trova poco distante. 27/9/1988: a Trapani Mauro Rostagno, giornalista e sociologo.
25/9/1988: lungo la strada che porta da Canicattì a Palermo vengono assassinati il presidente di Corte d'Appello di Palermo Antonino Saettae il figlio Stefano. Aveva condannato in appello i capimafia Michele e Salvatore Greco per l'attentato a Rocco Chinnici ed i killer del capitano Emanuele Basile, scandalosamente assolti in primo grado (ma il processo era stato annullato dalla cassazione), si apprestava a presiedere l'appello del maxiprocesso.
14/1/1988: a Palermo assassinato Natale Mondo, l’agente di polizia sopravvissuto all’agguato in cui avevano perso la vita Cassarà e Antiochia.
12/1/1988:
 ucciso Giuseppe Insalaco, sindaco di Palermo per pochi mesi, avversario politico di Lima e Ciancimino, aveva apertamente denunciato i condizionamenti dei vari comitati d'affari sul comune. 5/8/1985: Antonino Cassarà, vicequestore di Palermo e l’agente di polizia Roberto Antiochia.
28/7/1985: Beppe Montana, capo della squadra catturandi della polizia di Palermo.
2/4/1985: Barbara Asta e i suoi due bimbi Giuseppe e Salvatore muoiono al posto del giudice Carlo Palermo, bersaglio dell'attentato lungo il tratto stradale Pizzolungo-Trapani.
2/12/1984: Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia, viene ucciso appena uscito dal manicomio dove era stato rinchiuso.
5/1/1984: a Catania, Giuseppe Fava, fondatore del settimanale "I Siciliani".
29/7/1983: autobomba di via Pipitone Federico (Palermo) muoiono il capo dell’ufficio istruzione del tribunale Rocco Chinnici, due carabinieri della scorta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
13/6/1983: 
Monreale (Palermo). Assassinato il capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, comandante della locale compagnia. Con lui cadono l’appuntato Bonmarito e il carabiniere Marici. D’Aleo aveva preso il posto del cap. Basile.
25/1/1983: Giangiacomo Ciaccio Montalto, giudice di Trapani.
3/9/1982: 
Palermo. Strage di via Carini. Uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, l'autista che li seguiva sull'auto di servizio.
16/6/1982: agguato al furgone che stava trasportando Alfio Ferlito dal carcere di Enna a quello di Trapani. Oltre al boss catanese, muoiono tre carabinieri di scorta e l’autista del mezzo.
30/4/1982: Pio La Torre, segretario del P.C.I. siciliano  e il suo autista Rocco Di Salvo.
 Il giorno dopo il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa è nominato prefetto di Palermo.
6/8/1980: Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo. Aveva appena firmato sessanta ordini di cattura contro altrettanti mafiosi, dopo che i suoi sostituti si erano rifiutati di farlo.
4/5/1980: a Monreale (Palermo) il capitano dei carabinieri Emanuele Basile.
6/1/1980: il presidente della regione Sicilia Piersanti Mattarella, politico della sinistra democristiana.
25/9/1979: a Palermo il giudice istruttore Cesare Terranova e il suo autista, il maresciallo di polizia Lenin Mancuso.
21/7/1979: Boris Giorgio Giuliano
, capo della Squadra Mobile di Palermo.
12/7/1979: a Milano viene ucciso Giorgio Ambrosoli, avvocato liquidatore dell'impero economico di Michele Sindona, il giorno dopo averne presentato la documentazione.
26/1/1979: a Palermo ucciso il cronista del Giornale di Sicilia Mario Francese.
9/5/1978: Giuseppe Impastato, militante antimafia. E’ stato il boss Tano Badalamenti ad ordinarne l’eliminazione per le accuse che gli rivolgeva dai microfoni di una radio 
locale.
20/8/1977: il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e l'insegnante Filippo Costa vengono uccisi mentre passeggiano nei boschi della Ficuzza.
5/5/1971: Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo e il suo autista Antonino Lo Russo. Per la prima volta nel dopoguerra la mafia colpisce un tutore della legge.

Guido Galli, magistrato e giurista, caduto, vittima del 
terrorismo il 19 marzo 1980 all’Università degli Studi di Milano.