Più volte mi sono trovata negli Usa durante il periodo delle Olimpiadi e ogni volta non c'è stato verso di seguire una gara cui partecipasse l'Italia, a meno che non vi eccellessero gli americani. Una rabbbia!!!! E quante critiche al gretto nazionalismo statunitense che ignorava gli altri Paesi!
Quest'anno l'Ialia ha adottato lo stesso metodo e, se non abbiamo qualche probabile vincitore, temo che di gare dell' Atletica Leggera ne vedremo poche. Meglio pensare che ci ha assalito lo spirito nazionalistico o pensare ad un risparmio in soldoni da parte della RAI?
Quando lo sport
supera il tifo nazionale
Alberto Tettamanzi
Monza
LA Rai ha una strana concezione
dello sport: infatti, partendo
dall'ovvio presupposto che a
chiunque piace veder vincere i
propri connazionali, la nostra
tv ha scelto di trasmettere solo
spezzoni di gare cui partecipano
italiani in lizza per una medaglia.
Chi ama lo sport apprezza
i gesti atletici prescindendo
dalla nazionalità degli autori e
vuole gustarsi una competizione
possibilmente nella sua interezza,
o comunque nella fase finale,
anche se non figurano
propri connazionali. È molto
diseducativo far passare il messaggio
per cui lo sport è bello e
interessante solo se un atleta
italiano vince o compete per la
vittoria: si tratta di una concezione
puerile, sciovinista e, al
tempo stesso, provinciale dello
sport. (Lettera a 'La Repubblica' )
Qualche settimana fa, Adriano Sofri aveva scritto un articolo sul processo di Oslo con il tocco che lo distingue , un tocco magico da grande umanista .
Ieri ha scritto dei casi tragici, in cui i medici commettono errori irreversibili per la vita umana.Il 27 giugno scorso avviene un errore micidiale: nelle vene del neonato viene iniettato il latte che servirebbe a nutrirlo per via enterale. Meno di due giorni dopo il piccolo muore. Il ritardo nella denuncia (negato dalla direzione sanitaria) si aggiunge al sospetto che ci sia stato un tentativo di coprire la realtà e le responsabilità dell’accaduto. Il magistrato che indaga blocca la cremazione del corpo di Marcus e procede per omicidio colposo nei confronti di sette medici e infermieri.L’errore è colossale e, come si dice,“inspiegabile”. Tuttavia gli errori, anche i più madornali, una volta che avvengano, diventano inesorabilmente spiegabili. Gesti ripetuti mille e mille volte fino a diventare automatici,stanchezze di turni e straordinari accumulate fino a rendere ottusi, distrazioni anche e abitudini che rendono coriacea la pelle e l’anima di chi ha che fare ogni giorno e ogni notte con la vita e la morte. Qui Sofri fa degli esempi di casi analoghi in atri ospedali, in cui nessuno si è sottratto alle proprie responsabilità.
. Perché l’errore umano e la disgrazia sono fratello e sorella: ma quando la disgrazia avviene e spaventa e mortifica e viene sentita
irreparabile, e si accetta con se stessi di metterle riparo mascherando e falsificando, si compie un passo davvero irreparabile. Chi abbia la terribile responsabilità della morte
del piccolo Marcus e del dolore di sua madre ha ancora la possibilità di piangerli e di compiangere se stesso. Una volta che abbia cambiato le carte in tavola, non più.
Ieri ancora ho trovato il resoconto di un altro episodio, che non intendo paragonare a nessuno
di quelli di cui ho finora parlato: al contrario. È un episodio avvenuto all’ospedale campano di Boscotrecase. Lì, nel 2010, una neonata morì per errori commessi durante il parto. Dopo la
denuncia dei genitori, un medico fornì la registrazione delle conversioni avvenute fra medici e
infermieri. «Vedete di apparare questa cartella nel migliore dei modi… Vediamo di metterla a posto ora che si può fare, domani potrebbero sequestrarla...». I medici inclusero un falso tracciato, uno disse – e parlava della bambina: «... quella puttana non si è voluta riprendere e noi lo abbiamo preso in culo». «La cosa terribile – avrebbe commentato
la madre della bambina – è che questi signori, anziché ammettere i loro errori hanno cercato di tirarsi fuori da questa storia strappando la cartella e facendone una nuova. Fino a che non è
spuntata quella registrazione era la mia parola contro la loro». Ecco, anche questo può succedere. L’ho ricordato per annotare che anche le cronache di questo episodio andarono sui
giornali sotto il titolo di “Malasanità”. La malasanità non c’entrava niente: era malavita.
Sì, malavita, perchè ricorrere all'omertà tra medici e sanitari li relega in una mafia vera e propria.
L'errore si può anche comprendere e può avere delle attenuanti, ma chi agisce senza poi avere un minimo di autocoscienza o di autocritica e non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e ha l'intento d'ingannare tutti è più che malavitoso, è un essere spregevole e inutile alla società












