Il MESE DI MAGGIO

venerdì 18 febbraio 2011

benigni a cappella


9 commenti:

  1. Ieri sera, una delle rarissime volte che non mi é stato antipatico, perchè ha evitato gli eventi ultimi poco edificanti di quasi la tottalità dei nostri politici.

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  2. Commovente, vero? E' riuscito a rendere toccante da ascoltare anche una schifezza, dal punto di vista musicale e del testo, come "Fratelli d'Italia".

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  3. Lui sa diventare simpatico anche quando parla di cose complicate e intriganti! ieri sera mi è proprio piaciuto. Ciao Cristina.
    Tomaso

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  4. Non ho visto né vedo sanremo ma Benigni è da stamane che me lo sto gustando su you tube. Questo video che hai postato tu ancoranon l'avevo visto
    Grazie.

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  5. Non vedo San Remo da almeno 20 anni, ma un Benigni in TV non me lo lascio sfuggire..., MAI!

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  6. Grande Benigni!
    Ciao Cristiana, buona serata,
    Lara

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  7. Benigni piace, almeno a me, solo quando fa satira politica. Ieri sera era ‘impedito’ da disposizione dell’azienda (Mauro Masi era in prima fila) e dopo un piccolo fuoco d’artificio iniziale si è appiattito diventando noiosissimo. L’Inno Nazionale si rispetta, senza eccezioni e senza puzze sotto il naso di bruttezza musicale. Bisogna por mente a quando fu composto. Ho fatto una piccola ricerca: “ Dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l'Austria. L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli divenisse l'inno nazionale della Repubblica Italiana.”.
    Ha più senso l’Inno che non il Va pensiero impropriamente utilizzato dalla Lega. Bisogna sapere che oltre ad essere uno dei cori più belli della letteratura operista, dal Nabucco di Giuseppe Verdi del 1842, e viene cantato dagli ebrei prigionieri in Babilonia. C’è il senso profondo della patria perduta. Che c’azzecca con l’inno nazionale? Qual è la patria perduta dalla Lega? Improvvisazione, rozzezza, indifferenza portano a queste e ben peggiori aberrazioni.

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