Accolgo l'invito di
http://miscredente08.blog.kataweb.it/
Il sindaco leghista ordina
“Non fatela mangiare”
Nella Scuola dell’Infanzia di Fossalta di Piave in Veneto per aiutare una piccola di origine africana le maestre si privano di un pasto alla settimana, ma il primo cittadino dice no.
"http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/non-fatela-mangiare/90124/
Miscredente dice : Invito tutti i gestori di blog a fare un post smerdatorio contro questa feccia dell’umanità.
Io mi sento di dire :" Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, però a volte......la giustizia si mostrerebbe equilibrata ." Se poi pensiamo a come questo individuo crescerà i figli e i cittadini, instillando loro il razzismo, l'odio verso i diversi, l'orgoglio per la padania terra straniera in Italia, allora non mi resta altro da dire che è un povero mentecatto che ignora ciò che lo attende dietro l'angolo. Amen.
Massimo Sensini, un sindaco tutto verde da http://diksa53.blogspot.com/

ADESSO SAPPIAMO PURE CHE FACCIA (DA CULO) HA IL SINDACO BASTARDO!
RispondiEliminaOh...ecco qua che il link si apre.
RispondiEliminaProvo a vedere se questo figuro è su Facebook.
Se no, gli scrivo al comune di Fossalta.
Un salutone da Luciano / Idefix
Non posso nascondere la mia perplessità. Non solo sotto il profilo umano il sindaco si è comportato in modo indegno, mostrando il volto truce della Lega e la sua intolleranza, ai limiti razzismo più becero.
RispondiEliminaAnche sotto il profilo giuridico quel sindaco ha torto, anzi doppiamente torto perché non può ignorare elementi di diritto privato e del lavoro.
Il buono pasto è un diritto contrattuale, che obbedisce alle regole che i due contraenti (corpo di dipendenti dell’asilo e amministrazione comunale) si sono dati. Ne consegue che quando il diritto viene esercitato esce dalla disponibilità dell’ente erogante per entrare in quella del destinatario dell’erogazione, diventa una sua proprietà della quale dispone a suo piacimento: consuma il pasto, lo butta via nel secchio dell’immondizia o lo cede ad un’altra persona.
In questo caso le maestre hanno rimediato all’indegnità del sindaco, che forse non è nemmeno consapevole di essere un rappresentate dello Stato, lo Stato Italiano, la Repubblica italiana, che questo signore ha disonorato.
Il minacciare poi licenziamenti non solo appare inutile, in quanto esiste un diritto del lavoro ed una magistratura del Lavoro; ma è anche potenzialmente un reato, di concussione nei confr4onti delle destinatarie delle pressioni.
Insomma, una brutta, bruttissima storia.
Che vergogna. Non hanno rispetto nemmeno dei bimbetti.
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