"Così va in frantumi anche il dialogo"
Condanna della Ue: "Colonie illegali, ostacolo per la pace"
Abu Mazen denuncia la demolizione dell'Hotel Sheperd, simbolo della presenza araba perché ospitò l'ex Mufti e leader nazionalista antisemita Haj Amin al-Husseini.
Con tutto il rispetto dovuto agli ebrei, dopo l'olocausto, non approvo assolutamente il modo d'agire dellao Stato Israeliano e condivido le parole di Moni Ovadia :
ancorché Israele viva in stato di grande difficoltà e subisca il terrorismo e l’aggressione di Hezbollah sulla carne della propria gente, pensare di rappresentare la tragica eredità dello sterminio solo con un modello rigido per giustificare l’uso indiscriminato della propria soverchia forza militare e radere al suolo intere città provocando quasi esclusivamente morti civili, è scambiare etica per propaganda.Queste parole mi fanno pensare, ancora una volta, ad un articolo di psicologia che lessi tempo fa ,riguardante i genitori che picchiano i figli: ebbene la stragrande maggioranza di loro, lo fa perchè sono stati a loro volta picchiati,da bimbini., per un'inconscia sorta di rivalsa o di imprinting o di omaggio alla figura paterna,in genere. Io faccio parte delle eccezioni, ne ho prese tante ma tante, e ho avuto la reazione inversa: mai menato mia figlia, se non con la voce, che mio marito dice essere più penetrante di una pugnalata.
Se Israele vuole assumere l’eredità di quell’ebraismo ridotto in cenere, deve assumerne la piena eredità morale, cessare di vessare ed imprigionare un altro popolo, diventare più piccolo, molto più democratico, abbandonare la mistica della potenza, diventare leader del processo di pace ed assumere la funzione di ponte fra occidente e Medio Oriente.
"Cè una parola - chiese Tzu-Kung a Confucio - che possa essere adottata come regola di condotta, vita natural durante? - Il maestro rispose - Non è forse Empatia la parola? Non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te". Analettici XV, XXII
Si potrebbe aggiungere :"Non fare agli altri quello che è già stato fatto a te".

La situazione è esplosiva da troppo tempo. La vedo molto lontana la pace lì.
RispondiEliminaParole sagge, le tue: purtroppo la "questione araba" e il sionismo (da non confondere con il semitismo) sono antecedenti all'olocausto... stiamo assistendo da anni al genocidio dei palestinesi (complici le maggiori potenze, con la scusa delle religioni) senza riuscire a fare nulla per impedirlo!
RispondiEliminaSONO PREOCCUPAZIONI
RispondiEliminaforti e reali,le tue che condivido,ahimè e ancora ahimè! C'è molto inganno in queste prese di posizione di Ezbollah che trasmette coi fatti "contrari" alle sue truffe mediatiche nel mentre noi così carenti di strumenti di verifica e di "volontà" capace di selezionare i messaggi utili dentro un flusso invasivo e accattivante.Inoltre,io aggiungerei allìempatia,il NON essere mercanti dal di dentro e oligarchici fuori.Ciao bellissima anche per fotografia di sfondo! Mirka
Moni Ovadia è un grando uomo.
RispondiEliminaAdotto l'ultima frase giustissima "Non fare agli altri quello che è già stato fatto a te"
...infinita...
RispondiEliminaCome hai ragione.
RispondiEliminaIn Israele ci sono stato, ed e’ impressionante notare come il predominio non sia soltanto fisico, ma anche e soprattutto economico: l’iniziativa economica palestinese non esiste.
L’acqua che i Palestinesi bevono e’ della Coca-Cola, ce ne rendiamo conto?
La tendenza generale va nella direzione dico fondere gli ebrei con i cittadini dello Stato di Israele, che si chiamano israeliti.
RispondiEliminaIn quella regione si fronteggiano due diversi integralismi, entrambi incomprensibili.
Quello israeliano è tipizzato della destra anche più estrema, che oggi è al Governo.
Quello palestinese è ancor più incomprensibile, perché non hanno le risorse per far valere loro presunti diritti.
A complicare le cose emerge anche l’estremismo terroristico, irriducibile, che non fa gli interessi del popolo palestinese e induce se non obbliga Israele a rappresaglie continue. Un popolo fiaccato in quel modo da una guerriglia infinita, quello palestinese non ha la forza di azzerare il terrorismo.
La situazione non ha soluzioni, perché non si può annientare un intero popolo. Tutti quegli uomini politici, capi di Stato che hanno tentato hanno fallito. Una teoria di attacchi e rappresaglie infinita non fa sperare in alcun modo una pacificazione di quel pezzo di mondo.
Il giorno che ci sarà pace in questo paese così martoriato, forse cambieranno tante cose anche nel mondo...
RispondiEliminaCioa, Giulia
Se i cambiamenti positivi nel mondo dovessero dipendere dalla pace nel Medio Oriente
RispondiEliminaallora è bene rassegnarsi, e non si dica che sono un pessimista.