Lettere
Non è alla scienza che è opportuno chiedere cos'È l'omosessualità sull'omosessualità
Risponde Umberto Galimberti
Vorrei che mi spiegasse il problema dell'omosessualità. Sui diritti e sulle mancate leggi che regolano i rapporti tra persone omosessuali tutti ne parlano, ma la scienza come ha risposto a questo problema? La letteratura è piena di autori omosessuali, ma se per la Chiesa l'omosessualità è una malattia, se per la psicoanalisi è il risultato del complesso edipico, la scienza ha dato spiegazioni a questo problema, o non è di competenza della scienza ma della medicina?
La fiducia nella scienza è sempre da incoraggiare, alla sola condizione di non scambiare per “scientifico” un insieme di pregiudizi di cui, nel caso dell’omosessualità, è stata vittima anche la scienza, così come lo è stata la psicoanalisi, la religione e il diritto, colpevoli tutti di aver affrontato il problema dell’omosessualità esclusivamente sul piano sessuale, trascurando, come scrive Paolo Rigliano, la componente “intellettuale, emotiva, cognitiva e comportamentale” che lega due persone dello stesso sesso. E mentre nelle relazioni eterosessuali queste componenti vengono prese in considerazione e proprio per questo si parla di amore, nel caso delle relazioni omosessuali queste componenti vengono del tutto trascurate, per cui a proposito degli omosessuali, non si parla mai di amore, ma solo di sesso
Un pregiudizio che già denunciava Platone nel Simposio (182 d) in questi termini: "Dove fu stabilito che è riprovevole compiacere agli amanti, ciò fu a causa della bassezza dei legislatori, del dispotismo dei governanti, della viltà dei governati". In questo modo Platone lega opportunamente la condanna dell'omosessualità a un problema di democrazia, a cui forse noi, a causa del perdurare dei pregiudizi, non siamo ancora giunti.
Quanto alla religione, fino al XII secolo la Chiesa non si pronunciò nei confronti dell'omosessualità con un'esplicita condanna. Ne è prova l'epistolario che Sant'Anselmo dedicò al suo amante Gilberto. Solo con le crociate, nel clima di intolleranza che si venne a creare contro i musulmani, gli ebrei e gli eretici, furono coinvolti anche gli omosessuali. Ma la condanna definitiva venne proprio dalla scienza che, partendo dal concetto che gli organi sessuali servono alla riproduzione, definì "patologica" ogni forma sessuale che deviasse da questo scopo. In questo modo l'omosessualità, che per la religione era un peccato, con la scienza divenne una malattia, che la psicoanalisi cercò di spiegare con il mancato superamento del complesso edipico, grazie al quale le pulsioni si organizzano nel giusto "verso", e ogni devianza non può che essere "per-versione".
Questa risposta di Galimberti, che mi ha totalmente conquistata , mi ha posta di fronte ad un'ovvia evidenza: l'omosessualità richiama sempre alla mente due persone, dello stesso sesso, che fanno l'amore e questa immagine, oberata da secolari pregiudizi e ignoranza e retorica e falsità e cattiveria e superficialità, oscura e denigra il legame tra due persone omosessuali che condividono, come gli eterosessuali, un'unione sentimentale con la stessa profondità d'amore, d'affetto,di stima e di bene reciproci.
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