Il MESE DI MAGGIO

sabato 18 giugno 2011

VIVA l'Italia


Ho risentito per caso questa canzone e mi è venuto il magone...nooooo, non per la nostalgia o il rimpianto di quel 1982 in cui diventammo Campioni del Mondo,, ma per un impeto d'amore  verso la nostra Italia di oggi, dovuto probabilmente all'aria di risveglio che si avverte, ad un alito di speranza che si sente finalmente palpitare tra noi. Riamo l'Italia, probabilmente non ho mai smesso di amarla, è che stasera me ne sono resa conto.































































 

6 commenti:

  1. Si Cristiana è vero.
    Si comincia a percepire un'aria di risveglio in questa troppo martoriata Italia. Il referendum non è stato solo una votazione. E' stato un segnale forte di un'Italia che vuole esserci, vuole far sentire la propria voce. Speriamo che sappia urlare tanto, tantissimo.

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  2. Hai ragione e ieri sera a Villa Angeletti - Bologna l'ennesima prova. Non sono riuscito a collegarmi ieri sera ai due siti e stamattina è intasata la linea. Troppi vogliono vedere quella grande manifestazione.

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  3. Anch'io amo il mio Pease e sono molto addolorato di questo governo;che in questi anni, ha rovinato 150 anni di storia.Salutoni a presto

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  4. Hai fatto una clamorosa "riscoperta"! Ci sento un po' di retorica, però ti do ragione, tira aria di ribellione, non è una brutta aria come negli anni '70, ma siamo lì, i giovani, defraudati del loro avvenire, del futuro che non hanno (quasi) più, non ci stanno a subire oltre. Attenzione governo (ignobile) della Repubblica: quelli ci mettono un biz e si scatenano. Poi sono cazzi amari. Temo, però, che questa indecente classe politica di destra non ha proprio le risorse etiche, culturali, umane per un sussulto di dignità: andarsene prima che sia troppo tardi o precipitare il Paese in uno sfracello economico e sociale tale che ci vorranno altri 20anni per rimettere le cose a posto. Nel frattempo, intere generazioni sono consegnate alla disoccupazione, alla povertà, alla miseria più nera. E allora: che faranno?

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  5. Luigi, hai ragione, ma quando si cade nel sentimentalismo e nel patriottismo, la retorica è inevitabile.
    Cri

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  6. "La retorica è l’arte di parlar bene (dal greco ῥητορικὴ τέχνη, rhetorikè téchne, «arte del dire»: in lingua greca la parola τεχνη -tekhnê-, che comunemente viene tradotta con arte, indica più propriamente l'abilità manuale tecnica e artigianale: da questo termine deriva infatti la parola "tecnica"). Essa è la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, ovvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criterio per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto essa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «discorso sul discorso».
    Lo scopo della retorica è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell’oratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di assenso psicologico; per altro verso ha una base epistemologica: lo studio dei fondamenti della persuasione è studio degli elementi che, connettendo diverse proposizioni tra loro, portano ad una conclusione condivisa, quindi dei modi di disvelamento della verità nello specifico campo del discorso.".
    Hai ragione tu, avrei dovuto scrivere 'sentimentalismo', che non guasta mai!

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