Il MESE DI MAGGIO

sabato 30 marzo 2013

ANTICONFORMISMO


Lessico dei tempi feroci  http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2013/03/30/news/lessico_tempi_feroci-55621208/?ref=HRER2-1


. Quel "Cazzo!", pronunciato sapientemente da Zavattini, nel 1976, fece rumore. Anzi, fragore
Oggi, anzi, da almeno vent'anni: la scena è cambiata...... Gli "eletti" fingono di essere come il "popolo". Per imitare il "volgo" cercano di essere "volgari". E ci riescono perfettamente. Senza fatica. Perché spesso sono peggio di loro. Nei comportamenti e nelle parole. Hanno trasformato il Parlamento e la scena politica in un luogo dove non esistono limiti né regole. Ai discorsi, al linguaggio. ......
Fra i rappresentanti e i rappresentati, è un gioco di specchi infinito. Così l'esibizione di chi "ce l'ha duro" si alterna al grido di "Forza gnocca". Mentre si sviluppano relazioni internazionali tra "Cavalieri arrapati" e "Culone inchiavabili". Di recente, infine, nelle piazze, nei palazzi e sui media echeggiano i "vaffanculo", ripetuti all'infinito. Da chi rifiuta di dialogare con i "morti-che-parlano-e-camminano". Con i "padri puttanieri della Patria". Che sono già morti. E, comunque, "devono morire". Il più presto possibile. Per cambiare davvero il Paese.
E, allora, perché resistere? Perché rivolgersi, ancora, agli altri in modo educato? Perché chiedere rispetto: tra genitori e figli, professori e studenti, autorità e cittadini, immigrati e residenti, vicini e lontani, amici, conoscenti e sconosciuti. Perché? E perché limitarsi alle parole e non passare alle vie di fatto? D'altra parte, la distanza è breve. Le parole sono fatti. 

Perché mai, allora, io - proprio io - dovrei essere l'ultimo "coglione" rimasto in circolazione? L'unico a trattare tutti, ma proprio tutti, con rispetto? Anche coloro che non rispetto?

Così mi arrendo. Al clima e al linguaggio del tempo. E, per chiudere, rilancio un elegante adagio raccolto al Bar da Braun: "Andate tutti a-fare-inculo. Voi e la vostra politica del cazzo".

Appunto a margine.Ho svolto il filo del discorso sul rapporto - degenerato - fra linguaggio, politica e società cercando di essere coerente. Fino in fondo. Eppure, questo linguaggio mi dà fastidio. Scrivere così, a maggior ragione, mi dà (e io mi do) fastidio. Non lo farò mai più. ILVIO DIAMANTI


Concordo con Diamanti e mi rendo conto di essere anch'io fra gli ultimi 'coglioni' e

ricordo bene quella  parola di Zavattini alla radio,in diretta.

Sarà anche che davanti a mia madre non osavo neanche dire la parola 'innamorati', perchè sottintendeva immagini osè e non volevo ricevere un'occhiata di rimprovero, fatto sta che sono cresciuta con un linguaggi 'pulito', ma ora non mi dispiace e mi da fastidio quando mia figlia pronuncia parole volgari davanti alle sue, di figlie.
 Non che io sia una moralista bacchettona, ne faccio una questione di educazione e di stile 
al di là del denaro e della posizione sociale, e anche un modo per non seguire,ancora una volta, il gregge, un modo per non adeguarsi sempre alle mode del momento, un modo per fare una scelta personale.
Le mie nipoti sanno che non amo il linguaggio scurrile e sanno il perchè. Davanti a me  a volte scappa loro un 'merda' o "culo' e mi guardano un po' disorientate.
Quando erano più piccole, sui 6-7 anni, facevo loro lezione di parolacce, spiegandone il siglificato  ed evidenziando che sciorinare parolacce non significa essere più evoluti, anzi, significa imitare gli altri. Giocando con le parole  e con esempi     - loro a volte dicono che in me c'è un rametto di pazzia-     ho cercato e cerco di far loro capire quanto sia bello ragionare con la propria testa ed evitare i conformismi, ispirandomi  a David Riesman :
nella società contemporanea, multirazziale, internazionale, delle comunicazioni, del terziario e dei consumi,  liberal-democratiche si genera paradossalmente una conformità spaventosa. Il singolo individuo per sfuggire alla solitudine, all’isolamento,  è sempre alla ricerca di una identità comune con tutti gli altri, senza che nessuno tra l’altro gli imponga niente. Riesman chiama “etero-diretto” l’individuo tende ad essere simile agli altri per adeguarsi alle aspettative altrui.

Spero di non averle socialmente rovinate!

 





 

9 commenti:

  1. La penso esattamente come te e come Ilvo Diamanti.
    Non solo a me hanno sempre dato e danno un enorme fastidio e non sono un baciapile e neppure
    un santarellino.

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  2. A sentire il linguaggio di questi ultimi anni ci è venuto il voltastomaco.Con i miei genitori non esistevano le parolacce,"minchia" era il massimo consentito,ma qui non fa testo..la decliniamo per varie espressioni e significati..è una virgola.Oggi essere educati è rivoluzionario
    Buona Pasqua

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  3. Caspita Cristiana .... ci sai fare .... sottoscrivo ogni tua parola del post e condivido ciò che scrivi sulle regole di comportamento nella società o meglio, di quel che resta di questa società che politicamente e non fa venir i brividi.
    Ed è altresì che con piacere comprendo che la pensiamo in maniera uguale in molti aspetti.
    lo stesso piacere che ho provato nel ricevere la tua visita nel mio blog e mi sono sentita lusingata dalle parole che m'hai scritto e, ancor di più, lo sarò seguendo il tuo blog!
    I miei migliori auguri Cristiana

    P.S.:i nostri politici son così diplomatici nel loro linguaggio che i giornalisti stranieri han difficoltà a tradurre le loro colorite espressioni. Problema questo che non si presenta per i non udenti ... "merito" della gestualità con cui si esprimono vantandosene

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  4. Ciao Cristiana penso di trovarmi fra gli ultimi anchio.
    ti auguro una serena Pasqua.

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  5. Cristiana, il tuo post merita un applauso ! Mi trova completamente d'accordo...e poi, sai cosa mi piace ?? Proprio quella vena di sana pazzia...si..perché ci accomuna !
    Ti abbraccio e ti auguro una serena Pasqua :)

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  6. L'ultimo manrovescio da mio padre (militare-tutto.d'un-pezzo) l'ho beccato da mio padre, a cena, quando si festeggiava - alla presenza del mio moroso dell'epoca - il mio 21° compleanno: avevo detto "cretino" a mio fratello. Ora, forse per reazione, sono una parolacciara: ma tutto a tempo e luogo. Quando voglio parlo in punta di forchetta, infarcendo il discorso anche di "dotte" citazioni in latinorum! E pure col mignolo alzato, tiè!!!

    Questo sproloquio per dire che sono più che d'accordo con te, Cri.

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  7. Nella vita bisogna essere preparati ad affrontare di tutto.

    Un abbraccio e serena Pasqua.

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  8. Mi trovi in toto dalla tua parte Cristiana, riprendiamoci l'eleganza del discorso, la correttezza sia grammaticale che lessicale, il rispetto e la bellezza del discutere con parole appropriate che, magari qualche volta, co sta pure quel sostantivo. Io però ogni volta che devo usare una di quelle parole chiedo scusa al mio interlocutore.
    Bel post, grazie
    Rinnovo anche qui i migliori auguro di Buona Pasqua

    Lorenzo

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  9. Anch'io mi dichiaro prigioniera politica come Diamanti! Grazie per la segnalazione.
    A dire il vero, anche a me scappano spesso parolacce nella vita quotidiana, ma spero di sapere riconoscere quando è il caso di non usarle. E comunque da un rappresentante istituzionale mi aspetto un linguaggio consono e comunque migliore del mio.

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