Mi è capitata sott'occhio questa fotografia di Berat, in Albania.

Ci ho aggiunto un po' di Oman e USA e anche un'alveare perchè è proprio questo che mi è venuto in mente guardando queste case. A volte mi soffermo ad osservare il disegno che, di sera,formano le finestre accese: tante piccole celle entro cui vivono esseri umani, gente operosa, ognuno con un proprio compito, con un proprio fine. Eppure la società umana non è stata capace, fin dai primordi, di organizzarsi tendendo ad un bene comune, ad agire ognuno per il bene collettivo
"Un alveare può essere immaginato come organismo fatto di singoli sottoinsiemi organici, così come un branco di scimpanzé o una società umana; quest'ultima giunta al massimo grado di complessità, avendo prodotto un ambiente "fabbricato" che interagisce col vivente, cosa che non ha corrispettivo nelle altre specie.
Virgilio descrive la società delle api come una società perfettamente organizzata e ordinata, quindi una società ideale, come dovrebbe essere quella umana . Le api avevano nutrito Giove con il loro miele quando egli era neonato e Giove , come ricompensa, le ha esentate dall’istinto amoroso. E’ per questo motivo che esse si riproducono senza accoppiarsi ed è da qui deriva la loro purezza. "
Probabilmente Virgilio non l'ha mai saputo, ma le api non sono quell'esempio di purezza, infatti il fuco è dotato di endophallus che penetra la regina, decretando così la propria fine.
«La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia.» dice Schopenhauer " l'amore è un potente mezzo usato dalla Natura ai fini dell'accoppiamento. L'incanto e il lato romantico sono maschere costruite dall'uomo per celare questa dura e triste verità: il desiderio sessuale è il motore dell'innamoramento, nient'altro.Paolo Bonacchi nel suo libro
Dalla Società delle Api alle Città Stato del Futuro
osserva che le gravi contraddizioni e gli enormi squilibri generati dall’ordine
sociale planetario, hanno indicato la necessità di sviluppare una
logica diversa da quella che ha generato i problemi, un nuovo principio,
una nuova garanzia, una nuova religione razionale, un nuovo contratto sociale,
una nuova dimensione numerica e territoriale per gli Stati, una struttura
economica e sociale radicalmente differente, una società non può che
correggersi da sé stessa.Una maggiore coerenza ed interconnessione
dell'ordine sociale, economico e politico con le leggi conosciute della Natura, permetterebbe, inoltre, di avvicinarsi alla conoscenza della radice unica e
della causa prima dell'esistente ed offrirebbe alle generazioni future nuovi
cieli e nuove terre per il loro avvenire.
La società odierna è nelle mani di un pugno di uomini che detiene un potere egoistico, teso unicamente a salvaguardare i propri interessi , alla smania di potere e di ricchezza: non tornerà mai sui propri passi e credo che solo un cataclisma mondiale, che azzeri tutto, potrebbe indurre a tentare di costruire un'altra società, sempre che restino abbastanza testimonianze di questo rovinoso 'passato'.

Sognando a briglia sciolta faticosi ideali
RispondiEliminaPrima, improbabile, la grande metamorfosi; altrimenti il suicidio, la sacra spietatezza tenuta a fede da una maggioranza contro coloro che un giudice improvviso condannerebbe diversi, colpevoli di non-collaborazione
Cara Cristiana!
RispondiEliminaSe ti fa piacere nel mio blog trovi un pensiero per te, che affidabile lo sei davvero!!
Un abbraccio :)
costruzioni proprio simili gli alveari
RispondiEliminachissa' come e' vivere dentro quei cosi
bo!
ciao
Speriamo non sia così catastrofico il nostro domani.
RispondiEliminaPierrot
PS: buon fine settimana :-)
Sembrano proprio alveari. Vorrei poter chiedere alle api se sono contente del dono avuto da Giove. Sgobbano tutto il giorno e come ricompensa non hanno nemmeno l’istinto amoroso. Pazienza per il "mal di testa" ma proprio niente niente? :-))
RispondiEliminaCiao buon fine settimana, un abbraccio
enrico
Perché? Non è sempre stato così? In passato il potere non è sempre stato prerogativa di pochi? Basta pensare alle monarchie, agli imperi, ai grandi feudatari che hanno preceduto la società moderna. L'essere umano è sempre lo stesso e prima o poi questa società finirà per autodistruggersi o per essere distrutta dagli schiavi che finalmente si ribelleranno. Nè più né meno come è sempre accaduto.
RispondiEliminaA volte mi immagino il contrario: tutta l'umanità sistemata in comode villette monofamiliari. Sarebbe lo stesso un disastro, resterebbe ben poco per le foreste e per le aree agricole. Forse occorre percorrere la strada del giusto mezzo: città equilibrate con grandi spazi per piazze di incontro e giardini e in casa un modesto spazio per tutti, anche per chi vuole stare da solo.
RispondiEliminaciao e buona domenica