Il MESE DI MAGGIO

lunedì 14 maggio 2012

'Omicidi di Stato'

"Marcia per la vita" contro l'aborto
"Sono omicidi di Stato"



Allora riappropriamoci interamente del "Codice Rocco" !(NdA Cri)


Per quanto riguarda la storia del costume e della parità fra i sessi per anni si è discusso dell’opportunità di mantenere i delitti contro lamoralità pubblica e il buon costume dove erano contenute le norme più soggette a dibattito e discussioni. Vediamo per esempio l’art. 587 (in vigore dal 1930 e abrogato con la legge n. 442/1981) che riguardava il già citato caso del ‘delitto d’onore’: “chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”. Si noti che la legge, parlando di scoperta della “illegittima relazione carnale” non esigeva la scoperta in flagranza dei due “amanti illegittimi” ma bastava la “scoperta” della relazione e quindi anche la notizia nell’ampio significato latino della parola. In queste ipotesi però il Codice Rocco non fa che accogliere, talvolta esasperandoli, atteggiamenti culturali presenti nella società italiana dell’epoca. 


Durante l'era fascista  All’epoca la legislazione italiana, in particolare l’articolo 544 del codice penale, ammetteva la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale, anche ai danni di minorenne, qualora fosse stato seguito dal cosiddetto ‘matrimonio riparatore’, un vero e proprio contratto tra l’accusato e la persona offesa.




« -Punto 6 Esiste ormai una pura "razza italiana".
Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
-Punto 7
È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. »
L'indirizzo biologico, pur già presente, si affermò su quello culturale solo a partire dal 1936, quando fu possibile - sfruttando l'alleanza con la Germania nazista - operare una nuova sintesi con la quale sostenere, in netta contraddizione con le precedenti teorie internazionali, l'esistenza di un'unica ipotetica «razza italiana» interamente aria
Ciò avvenne nel volgere di pochi anni e portò nel 1938 alla promulgazione del «Manifesto della razza». In esso si sostenne che la «fisionomia razziale» di tutti gli italiani «dalle Alpi alla Sicilia» era data una volta per tutte dai Longobardi e quindi i «mediterranei» .
Sottratti per decreto i meridionali dall'apparentamento con le razze afro-semitiche (par. 8 del Manifesto) ebbe luogo il varo di provvedimenti, le cosiddette leggi razziali fasciste, principalmente contro le persone di origine semitica e/o di religione ebraica, ma anche contro le popolazioni delle colonie africane e contro il meticciato. Leggi che furono responsabili della parte organizzativa della deportazione e uccisione di migliaia di uomini, donne e bambini tra ebrei, zingari, e appartenenti ad altre etnie, operata durante la successiva occupazione nazista.
Per il bene della razza al confino il pederasta!   ( BONTA' LORO)
Entra in vigore lo Stato assassino

Aborto: La situazione sull'applicazione della legge di Elisabetta Canitano (tratto da Marea). Prima che la legge 194/78 venisse approvata dal parlamento italiano gli aborti clandestini venivano stimati in oltre 250.000 all'anno.

Bisogna ricordare che le leggi in vigore precedentemente a quell'anno erano quelle del famigerato codice Rocco, dell'epoca fascista, che vietavano sia l'aborto che la contraccezione come delitti contro la stirpe




Punti principali della legge 194
La legge 194 afferma che lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità, tutela la vita umana dal suo inizio, promuove i servizi socio-sanitari per evitare che l'aborto sia usato per il controllo delle nascite.
Per quanto riguarda la funzione dei consultori la legge sancisce che questi devono informare la madre sui diritti che le spettano e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali dei quali può usufruire e tentare di risolvere i problemi che indurrebbero la donna ad abortire.
All'articolo 3 viene anche affermata la libertà d'abortire per le minorenni e la loro possibilità di essere indipendenti dalla patria potestà, se questa dovesse essere contraria. Per quanto riguarda le circostanze in cui l'aborto è lecito entro i 90 giorni, la legge dice che:
"la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione al suo stato di salute, alle sue condizioni economiche, sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge a un consultorio".
Per quanto invece concerne l'aborto dopo i 90 giorni esso può essere praticato quando la gravidanza o il parto siano pericolosi per la vita della madre o quando siano riscontrati processi patologici del nascituro (anomalie, malformazioni) che costituiscono pericolo per la salute fisica e psichica della madre.


Ci avete fatto caso che chi è contro l'aborto e lo considera 'omicidio di Stato' proviene  da una destra che esalta i valori della famiglia ispirandosi al ventennio fascista? 
Ci avete fatto caso che  chi appartiene ad una società laica e liberale non minaccia e non usa toni spregiativi e offensivi e si affida alla coscienza delle persone?

domenica 13 maggio 2012

Uno due o tre?

Quale delle 3?


Berlusconi ha un grande senso dell'umorismo.


Berlusconi viene drogato quando va dall'amico Putin.


Berlusconi soffre di demenza senile.







venerdì 11 maggio 2012

34 anni non bastano

Apprendo da   http://nonleggerlo.blogspot.com/

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/453476/


Da una parte il fratello Giovanni con la sua «Casa memoria», secondo cui bisogna abbattere gli steccati, «perché Peppino è stato già isolato in vita, e sarebbe terribile isolarlo pure in morte».
Dall'altra: «I tempi non sono maturi», ha spiegato don Pietro D’Aleo, parroco della Ecce Homo a Giovanni Impastato.  


La  verità è che ancora oggi è quasi uno scandalo l’idea di commemorare quel nome sull’altare, il nome di un rosso, comunista e rivoluzionario ucciso il 9 maggio del 1978 a trent’anni.


Già, i tempi non sono maturi, tanto che la celebrazione è stata sostituita da una più laica «veglia di preghiera per la legalità e la giustizia sociale», officiata ieri sera da don Luigi Ciotti, tessitore di ponti di dialogo e pellegrino infaticabile sui luoghi della memoria.


L'ennesima vigliaccheria della chiesa cattolica che vuole tenere il piede in due staffe, con un'evidente preferenza per i boss.


34 anni basterebbero per scontare la pena per un  omicidio, ma per chi è stato assassinato sono pochi per consacrarlo sull'altare dei martiri.

mercoledì 9 maggio 2012

I cento passi

Peppino Impastato ucciso 34 anni fa
a Cinisi la marcia dei 100 passi dei sindaci

Lettera di Agnese Moro al fratello del militante di Dp assassinato nel 1978: "Tuo fratello e mio padre erano molto diversi. Ma qualcosa li unisce, qualcosa che viene prima e va al di là del fatto di essere stati uccisi, e per di più lo stesso giorno.
Credo che entrambi amassero la giustizia e la liberazione, da ottenere con la mite e coraggiosa strada della democrazia"



 MIGLIAIA DI PASSI PERDUTI ASSIEME A TUTTA UNA VITA.

martedì 8 maggio 2012

'Ghe pensi mì'

L'ennesimo  pifferaio.
Un film già visto allorchè  Bossi cominciò ad abbaiare contro Roma ladrona , la politica corrotta, le tasse troppo alte.Poi ci dovemmo sorbire l'altro, quello del contratto con glì italiani, del milione di posti di lavoro dell'abbassiamo le tasse, del "ghe pensi mì",


Ora è il turno di quest'altro sbruffone e purtroppo c'è sempre qualcuno che si fa irretire dai parolai ad oltranza  le cui parole, spacciate per democratiche, mirano a far breccia nello scontento popolare, soprattutto in periodi di crisi socio-politica ed economica. Non dimentichiamo la nascita del nazismo e "Mani Pulite", a proposito di Bossi.
Per ora Il 5 stelle si astiene dall'attaccare i meridionali e l'altro giorno se ne è uscito con un inno alla mafia:
 "
Beppe Grillo ha paragonato l' onestà della mafia, che si accontenta di un pizzo del cinque, dieci per cento, all' esosità del fisco che fagocita il quarantacinque per cento dei redditi. La dichiarazione è stata accolta con applausi dalla solita platea demenziale. Nessuno s' è chiesto quanto stanzia la mafia per l' assistenza sanitaria, per l' istruzione pubblica, per le pensioni a coloro (spesso evasori) che non hanno mai versato contributi, e via di seguito. Tra l' altro proprio la lotta alla mafia è una delle attività dello Stato pagate dai contribuenti. Ma ai grillini tali riflessioni non passano nemmeno per la testa. Eppure anche Gesù, interrogato sulla liceità dei tributi rispose con la celebre massima: «Date a Cesare le cose di Cesare e a Dio le cose di Dio». Frase che, a dire il vero, pare sia stata dimenticata anche dalla Chiesa, che in Italia in fatto di elusione fiscale non scherza. E così il cerchio si chiude: il buffone di turno, la mafia e la Chiesa contro il fisco! Dimenticavo: c' è stato anche un noto uomo politico che, non molti anni fa, dichiarò che l' evasione fiscale era un legittimo atto di autodifesa del contribuente." Franco Rizzo - Torino (rizzo.f@tin.it) 


Nessuno si è ricordato le vittime uccise dalla mafia

lunedì 7 maggio 2012

Questo il mio Altare della Patria

8/10/1998: ucciso il sindacalista Domenico Geraci.15/9/1993: ucciso padre Pino Puglisi, parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio (quartiere di Palermo).27/7/1993: a Roma, un’autobomba esplode nel piazzale antistante il vicariato, dietro la basilica di San Giovanni in Laterano. Poco dopoun’altra autobomba esplode davanti alla chiesa del Velabro. Lo stesso giorno a Milano, un’autobomba parcheggiata in via Palestro provoca cinque morti: quattro vigili urbani accorsi sul posto e un extracomunitario che dormiva su una panchina.
27/5/1993: a Firenze, esplode un’autobomba in via dei Georgofili, cinque morti.
14/5/1993: a Roma, esplode un’autobomba in via Fauro al passaggio dell’auto con a bordo il conduttore televisivo Maurizio Costanzo.
8/1/1993: a Barcellona (Messina) viene ucciso Beppe Alfano, giornalista del quotidiano "La Sicilia".
19/7/1992, ore 13:45: strage di via D'Amelio (Palermo), muoiono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, prima donna poliziotto ad aver perso la vita in un attentato della mafia.
23/5/1992, ore 17:58: strage di Capaci (sull'autostrada Palermo-Punta Raisi), muoiono Giovanni Falcone, già magistrato a Palermo, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, superstite l'agente Giuseppe Costanza che viaggiava sull'automobile guidata da Falcone.
29/8/1991: ucciso Libero Grassi, imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo agli esattori della mafia.
9/8/1991: cade in un agguato Antonio Scopelliti, sostituto procuratore in Cassazione. Da lì a poco avrebbe dovuto sostenere l'accusa nel primo maxi-processo a Cosa nostra.
21/9/1990: Rosario Livatino, 38 anni, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Agrigento, ucciso sulla strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Porto Empedocle.19/6/1989: sulla scogliera dell’Addaura (Palermo) viene trovato un ordigno destinato a Giovanni Falcone, la cui villa delle vacanze si trova poco distante. 27/9/1988: a Trapani Mauro Rostagno, giornalista e sociologo.
25/9/1988: lungo la strada che porta da Canicattì a Palermo vengono assassinati il presidente di Corte d'Appello di Palermo Antonino Saettae il figlio Stefano. Aveva condannato in appello i capimafia Michele e Salvatore Greco per l'attentato a Rocco Chinnici ed i killer del capitano Emanuele Basile, scandalosamente assolti in primo grado (ma il processo era stato annullato dalla cassazione), si apprestava a presiedere l'appello del maxiprocesso.
14/1/1988: a Palermo assassinato Natale Mondo, l’agente di polizia sopravvissuto all’agguato in cui avevano perso la vita Cassarà e Antiochia.
12/1/1988:
 ucciso Giuseppe Insalaco, sindaco di Palermo per pochi mesi, avversario politico di Lima e Ciancimino, aveva apertamente denunciato i condizionamenti dei vari comitati d'affari sul comune. 5/8/1985: Antonino Cassarà, vicequestore di Palermo e l’agente di polizia Roberto Antiochia.
28/7/1985: Beppe Montana, capo della squadra catturandi della polizia di Palermo.
2/4/1985: Barbara Asta e i suoi due bimbi Giuseppe e Salvatore muoiono al posto del giudice Carlo Palermo, bersaglio dell'attentato lungo il tratto stradale Pizzolungo-Trapani.
2/12/1984: Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia, viene ucciso appena uscito dal manicomio dove era stato rinchiuso.
5/1/1984: a Catania, Giuseppe Fava, fondatore del settimanale "I Siciliani".
29/7/1983: autobomba di via Pipitone Federico (Palermo) muoiono il capo dell’ufficio istruzione del tribunale Rocco Chinnici, due carabinieri della scorta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
13/6/1983: 
Monreale (Palermo). Assassinato il capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, comandante della locale compagnia. Con lui cadono l’appuntato Bonmarito e il carabiniere Marici. D’Aleo aveva preso il posto del cap. Basile.
25/1/1983: Giangiacomo Ciaccio Montalto, giudice di Trapani.
3/9/1982: 
Palermo. Strage di via Carini. Uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, l'autista che li seguiva sull'auto di servizio.
16/6/1982: agguato al furgone che stava trasportando Alfio Ferlito dal carcere di Enna a quello di Trapani. Oltre al boss catanese, muoiono tre carabinieri di scorta e l’autista del mezzo.
30/4/1982: Pio La Torre, segretario del P.C.I. siciliano  e il suo autista Rocco Di Salvo.
 Il giorno dopo il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa è nominato prefetto di Palermo.
6/8/1980: Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo. Aveva appena firmato sessanta ordini di cattura contro altrettanti mafiosi, dopo che i suoi sostituti si erano rifiutati di farlo.
4/5/1980: a Monreale (Palermo) il capitano dei carabinieri Emanuele Basile.
6/1/1980: il presidente della regione Sicilia Piersanti Mattarella, politico della sinistra democristiana.
25/9/1979: a Palermo il giudice istruttore Cesare Terranova e il suo autista, il maresciallo di polizia Lenin Mancuso.
21/7/1979: Boris Giorgio Giuliano
, capo della Squadra Mobile di Palermo.
12/7/1979: a Milano viene ucciso Giorgio Ambrosoli, avvocato liquidatore dell'impero economico di Michele Sindona, il giorno dopo averne presentato la documentazione.
26/1/1979: a Palermo ucciso il cronista del Giornale di Sicilia Mario Francese.
9/5/1978: Giuseppe Impastato, militante antimafia. E’ stato il boss Tano Badalamenti ad ordinarne l’eliminazione per le accuse che gli rivolgeva dai microfoni di una radio 
locale.
20/8/1977: il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e l'insegnante Filippo Costa vengono uccisi mentre passeggiano nei boschi della Ficuzza.
5/5/1971: Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo e il suo autista Antonino Lo Russo. Per la prima volta nel dopoguerra la mafia colpisce un tutore della legge.

Guido Galli, magistrato e giurista, caduto, vittima del 
terrorismo il 19 marzo 1980 all’Università degli Studi di Milano.

sabato 5 maggio 2012

Il filmato è shoccante. Firmate per favore.

http://www.oipa.org/italia/maltrattamenti/appelli/ucraina_petizione.html







Il tentar di capire ciò che non è da capire è sempre atroce.

Dice giustamente l'amico Paolo. E' assolutamente incomprensibile come degli appartenenti alla razza umana possano infierire su di un'altra razza animale, senza nessuna remora o scrupolo, accecati dall'ignoranza che li ha privati del piacere di ragionare con la propria testa. Nascono e vivono come degli automi, credono di dover morire, invece non son vissuti affatto.

Fa il paio con quella dell' amore platonico


giovedì 3 maggio 2012

Indovina-Indovinello

Di chi sarà mai questo Diploma di Laurea, conseguito così brillantemente e velocemente?



XXX risulta registrato con il numero di matricola 482 e vengono riportati anche tutti i voti ottenuti in 29 materie. I risultati più brillanti sono stati conseguiti  in contabilità finanziaria, matematica e statistica.

mercoledì 2 maggio 2012

FEMMINICIDIO : una pandemia

Cari amici, 
Ho appena letto e firmato la petizione online.: «MAI PIU' COMPLICI» 
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2012N24060 
Io concordo con questa petizione e penso che anche tu potrai essere d’accordo.. 
Firma la petizione e divulgala fra i tuoi amici.
Grazie, 
cristiana 


Messico 379 ragazze uccise: nessun colpevole

Maurizio Campisi

La colpa dei sequestri, degli stupri e delle uccisioni, secondo il procuratore Mario Álvarez è da addossare al maschilismo e alla violenza insita nella società messicana. Per provare le sue affermazioni, che hanno generato un coro di polemiche, Álvarez ha ricordato in una conferenza stampa agli stupiti giornalisti che nella provincia di Toluca – con 603 ragazze massacrate – la situazione è peggiore che a Juárez. Ridotte a statistica, queste morti rischiano ora di cadere nel dimenticatoio e di rendere le uccise delle vittime una seconda volta.

Quelle donne bruciate  in Argentina       (Conchita DeGregorio)
La follia di una  rockstar scatena l'emulazione
Arse vive dai mariti: così l'uxoricidio sconvolge l'Argentina


http://www.infooggi.it/articolo/femminicidio-l-appello-di-se-non-ora-quando/27292/
MILANO, 02 MAGGIO 2012- Mai più complici. Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia.

Sta diventando una vera e propria pandemia. " Uomini che odiano le donne"?
Omicidi  che esplodono per violenza e senso di possesso, ma anche per senso di insicurezza dei maschi che temono di perdere un punto d'appoggio, un sostegno psicologico, che hanno paura della solitudine.Per forza deve essere anche per queste ragioni, non possono essere tutti dei pazzi. 
Bisogna che le donne si rendano conto e non celino  i sintomi che potrebbero portare alla violenza, che si confidino, che denuncino, se è il caso.

martedì 1 maggio 2012

Ricordi... sollecitati

Sono nata a Genova, ma all'età di un paio d'anni, fui trasferita a Milano dove vissi 15 anni nella stessa via, fino a quando mia mamma non decise di dare una svolta alla sua vita.
'Svoltai' anch'io e mi ritrovai dall'altra parte della città, in una nuova scuola.
Giorgio studiava a Parma e lo vedevo ogni 3-4 settimane. Mia madre aveva aperto un negozio dove dovevo recarmi  tornando da scuola al pomeriggio.Una vita monotona, in attesa di fare nuove amicizie,   ma...c'era lui che mi aspettava, immancabilmente, fuori dalla porta del negozio e già lo potevo vedere prima che il tram mi depositasse in un piazzale : gettavo un'occhiata dal finestrino e lo vedevo in attesa  , ad una distanza di 2-300 metri. Se non ci fosse stato avrei pensato al peggio, ma c'era sempre ed io mi avviavo velocemente, sino a fare l'ultimo tratto di corsa, poi finalmente mi vedeva e mi correva incontro.
Ma si sa che i cani ci vedono poco e male da lontano.